La neo mamma di Desulo: «Un viaggio da incubo»
Silvia Mannu ha rischiato di partorire il figlio Christian lungo la provinciale 7 «La neve cadeva incessante e le macchine in tilt bloccavano il passaggio»
NUORO. Ha pochissime ore di vita, ma è già il protagonista di un lieto fine a dir poco movimentato. È venuto alla luce mercoledì sera il piccolo Christian Floris, il bimbo di Desulo che ha rischiato di nascere in mezzo alla neve nel lungo viaggio, durato ben sei ore, da Desulo all’ospedale San Francesco di Nuoro. Pensava di trascorrere una giornata tranquilla in casa con la sua prima figlia, Silvia Mannu la donna di 39 anni in cinta di nove mesi, rimasta bloccata per sei ore lungo la strada provinciale 7, che collega il piccolo paese del Mandrolisai a Nuoro, a causa dell’abbondante nevicata che ha paralizzato l’intera provincia.
«Ma così non è stato – la donna seduta accanto alla culla del piccolo Christian, 3 chili e 800 grammi, nato mercoledì sera, che dorme serafico avvolto da una copertina bianca nel reparto di Ostetricia, ora sorride – . Si dice che dopo aver visto tuo figlio nascere si dimenticano tutte le brutte cose passate – racconta con dolcezza – Ma sono convinta che la paura provata durante quel viaggio non la scorderò facilmente – sottolinea –. La neve che continuava a cadere ininterrottamente, le strade sepolte da un metro di coltre bianca e le macchine in tilt che bloccavano il passaggio. È stato un viaggio infernale, ma grazie a Dio tutto è andato bene».
È così che inizia il racconto dell’odissea vissuta dalla giovane mamma desulese a un passo dal partorire il suo secondogenito in macchina e in mezzo alla neve. «Quando le prime timide contrazioni hanno iniziato ad aumentare e la neve a cadere in maniera sempre più insistente, ho deciso di affrontare il viaggio nel bel mezzo della bufera – racconta Silvia qualche ora dopo la nascita del piccolo Christian –. Purtroppo mio marito Mario, che era fuori per lavoro è rimasto a sua volta bloccato e così martedì mattina, in coincidenza della data presunta del parto, alle nove in punto ho deciso di mettermi in viaggio nonostante la bufera, accompagnata dai miei genitori e da un amico di famiglia alla volta di Nuoro, direzione ospedale San Francesco. Ho vissuto momenti di vera angoscia e terrore – continua la donna – il nosocomio sembrava ormai un miraggio. La strada era piena di neve e spesso ci siamo dovuti fermare a causa delle numerose auto messe di traverso lungo il tragitto. È davvero vergognoso il modo in cui ancora una volta siamo stati abbandonati. Vicende come queste dovrebbero far riflettere le istituzioni, in primis sull’inadeguatezza del piano neve messo in campo dalla Regione, che ha lasciato isolati per giorni interi paesi. Poi credo sia indispensabile rivedere la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Sorgono dove non è possibile nemmeno fare gli esami di routine per il parto in analgesia. Occorre – conclude – ragionare sulla necessità dell’elisoccorso».
Ieri pomeriggio Mario, il marito di Silvia Mannu, e altri familiari rimasti bloccati dalla neve sono riusciti a raggiungere il capoluogo barbaricino per abbracciare la coraggiosa neo mamma e il nuovo nato.
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