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Nuoro

verso il congresso

«Basta con i piagnistei, portiamo le nostre proposte»

«Basta con i piagnistei, portiamo le nostre proposte»

NUORO. L’ultimo Consiglio generale della Cisl prima del congresso è un rosario di dolori. Mali enumerati a uno a uno dai rappresentanti delle diverse categorie, le cui conseguenze sono la povertà e...

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NUORO. L’ultimo Consiglio generale della Cisl prima del congresso è un rosario di dolori. Mali enumerati a uno a uno dai rappresentanti delle diverse categorie, le cui conseguenze sono la povertà e lo spopolamento della provincia. La parola d’ordine è di evitare i piagnistei, senza tuttavia dimenticare nulla di quanto è stato e soprattutto delle conseguenze causate dalla chiusura di presidi pubblici ed aziende.

Sanità. Tra le perdite Pasquale Manca ricorda le ultime tra ospedali e poliambulatori e grida allo scandalo per il fatto che Nuoro non è tra le sedi operative dell’elisoccorso. Sull’argomento anche le considerazioni del segretario generale, Michele Fele, preoccupato della fine del Project financing: «Se c’erano delle irregolarità è stato giusto intervenire. Lo strumento ha però avuto i suoi pregi, se pensiamo anche ai soli interventi nell’ospedale San Francesco. Il nostro pensiero deve andare ai dipendenti delle aziende esterne che non possono perdere il posto di lavoro».

Trasporti. Il settore soffre, a maggior ragione dopo la chiusura della ferrovia Macomer-Nuoro, per ragioni di sicurezza. Il blocco quando crescevano i viaggiatori e si sono investiti 42 milioni, con 4 treni moderni prossimi ad arrivare dalla Svizzera: «Si giunge al paradosso che non sappiamo dove metterli. Va riaperta la tratta con una deroga del ministero», dice il segretario Fit, Gianni Loddo.

Istruzione. La responsabile Maria Luisa Ariu: «Le correzioni hanno impedito che si chiudessero le scuole dove c’erano delle pluriclassi. Il piano regionale tuttavia è miope perché non tiene conto delle specificità del territorio».

Parco Geominerario. Tra coloro a rischio di perdere il lavoro gli oltre 500 operatori dei siti minerari dismessi, come ha ricordato l’oranese Francesco Mulas. (f.p.)

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