La Nuova Sardegna

Nuoro

Neurochirurgia al collasso per carenza di medici

di Kety Sanna

I sanitari del reparto del San Francesco riescono a garantire solo le emergenze Da due settimane sono saltate le liste d’attesa, chiuse le sale operatorie

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale san Francesco di Nuoro è al collasso e c’è chi ne paventa la chiusura per mancanza di personale medico e paramedico. I medici presenti non sono più in grado di sostenere i turni di lavoro a dir poco stressanti, non riuscendo così ad offrire ai pazienti la giusta attenzione e professionalità. Da circa due settimane sono costretti a far saltare le liste d’attesa degli interventi. Entrano in sala operatoria solo per le emergenze. E chi sperava, dopo mesi, di vedere risolti i propri problemi di salute sottoponendosi a operazione, ora si sente dire di rivolgersi agli ospedali di Sassari o Cagliari. Un reparto di eccellenza per tutto il territorio messo a rischio per il solo fatto che il personale è “ridotto all’osso”. Da qualche giorno sono state sospese anche le consulenze e, nonostante tutto, nulla sembra muoversi. I giorni passano in uno stato di totale impotenza, mentre i pazienti si sentono dire: «Rivolgetevi altrove».

Perchè, vista la situazione venutasi a creare in Neurochirurgia, dove di cinque dirigenti medici, tre sono quelli che ricoprono i turni più massacranti (perché uno usufruisce dei permessi della legge 104 e un’altra è in malattia), tutto si è fermato. Gli stessi sanitari che da tempo avevano sollecitato l’assunzione di almeno due unità operative, hanno infatti segnalato con una lettera al direttore generale dell’Ats Sardegna, Fulvio Moirano, che sarà in visita al San Francesco lunedì pomeriggio, «l’insostenibile situazione venutasi a creare nel reparto, in conseguenza dell’ormai consolidato stato di carenza di personale medico, già nella norma insufficiente a garantire la regolare turnazione e la correlata copertura delle improcrastinabili esigenze di servizio ambulatoriali e di sala operatoria, proprie del reparto».

Da metà gennaio i tre specialisti, infatti, sono costretti a turni insostenibili, non conformi, tra l’altro alle vigenti prescrizioni normative. Turni che si protraggono dalle 20 alle 30 ore consecutive, con ovvi sforamenti di orario, riposi che saltano e conseguente difetto di copertura assicurativa. Non potendo dar luogo ad interruzione di pubblico servizio o peggio ancora, a omessa assistenza sanitaria agli utenti, i dirigenti medici si trovano nell’impossibilità di garantire i livelli minimi di assistenza, essendo costretti a turnazioni illegittime. Per questo hanno deciso di bloccare le liste già programmate e aprire la sala operatoria solo in casi di emergenza.

Come quella di due sere fa quando in reparto è arrivato un giovane con una frattura cervicale e una presunta lesione spinale. La situazione, ovviamente, si ripercuote sugli utenti.

«Sono ricoverato in questo reparto da diversi giorni – racconta infatti Andrea Seddone – ma solo per grazia ricevuta. Ho una lesione al disco e un’ernia espulsa, – racconta il giovane – con dolori lancinanti che non mi fanno restate in piedi. Sono sotto morfina in attesa che possano operarmi. Il medico che mi segue non può però fare nulla. È solo con pochi altri a dover sostenere turni massacranti. Ovviamente – aggiunge il giovane – la precedenza viene data ai casi più gravi. Nonostante le mie condizioni di salute siano particolari, rispetto ad altre, passano in secondo piano».

La storia di Andrea Seddone è quella di decine di pazienti che attendevano di essere sottoposti a intervento chirurgico. Ma finchè a Nuoro la situazione non cambia, dovranno continuare ad aspettare o rivolgersi ad altri ospedali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative