Lavoro assicurato per due anni agli operai di Tossilo in esubero
Macomer, i sindacati chiederanno l’apertura di un nuovo tavolo di trattativa con la Regione I lavori per la costruzione del nuovo impianto di incenerimento dureranno almeno tre anni
MACOMER. Per il 2017 occupazione e salario sono garantiti, ma per i lavoratori della Tossilo dichiarati in esubero a causa della situazione di crisi nella quale si è ritrovata la società che gestisce l’impianto di trattamento dei rifiuti di Macomer, c’è la possibilità di coprire anche il 2018 prorogando l’impiego di tredici di loro nei Comuni che hanno manifestato disponibilità a impiegarli. A metà anno i sindacati chiederanno l’apertura di un nuovo tavolo di trattativa con la Regione per porre le basi di un rinnovo dell’accordo che consente l’impiego di 13 lavoratori in esubero nei Comuni di Macomer, Borore e Bolotana e nell’impianto di produzione di energia rinnovabile solare Enas, situato nell’area industriale di Ottana.
La notizia che in attesa che l’inceneritore riparta i tredici dipendenti della Tossilo saranno impiegati in attività nei Comuni e nell’impianto Enas è stata accolta con soddisfazione dai lavoratori interessati, i quali fino al 31 dicembre erano coperti dal contratto di solidarietà, scaduto il quale rischiavano il licenziamento. Qualcuno ha coperto il mese di gennaio con le ferie accumulate. Chi non ne aveva è stato trattenuto al lavoro, soluzione che ha un costo e non avrebbe potuto durare a lungo. I lavori di realizzazione del nuovo impianto che sostituirà le due linee di incenerimento ormai dismesse non dureranno meno di tre anni. L’impiego degli esuberi nei tre Comuni del Marghine e nell’impianto Enas copre tutto il 2017, c’è la possibilità di prolungare l’accordo per coprire il 2018, ma resterebbe il 2019, sempre che si riesca a ultimare i lavori e ad avviare l’impianto subito dopo, altrimenti i tempi si allungheranno ancora.
C’è anche un altro problema col quale bisognerà fare i conti a lavori ultimati. In molti infatti si chiedono se col nuovo impianto gli esuberi saranno riassorbiti tutti. I dipendenti della Tossilo sono 38. Col nuovo impianto di compostaggio, ultimato ed entrato in funzione, e la piattaforma per l’affinamento dei rifiuto differenziato e la separazione di plastica e alluminio, ultimata da oltre due anni e mai avviata, si poteva dare lavoro a non meno di dieci persone. Il compost prodotto a Macomer però non si vende e nel frattempo ha aperto un nuovo impianto Prato Sardo, mentre la piattaforma resta ferma e altrove stano per essere avviati impianti simili. Questi e altri problemi per ora rimangono senza risposta e si potranno affrontare quando saranno ultimati i lavori di revamping dell’impianto avviati lo scorso anno.
Per ora c’è la soddisfazione dei lavoratori e dei sindacati per la soluzione che consente di mantenere l’occupazione salvando allo stesso tempio le professionalità. I lavoratori utilizzati dai comuni e dall’Enas svolgeranno infatti mansioni simili a quelle a quelle che svolgevano nell’impianto di smaltimento dei rifiuti della zona industriale di Macomer. Franco Cappai, lavoratore in esubero e segretario del sindacato Uil Trasporti al quale aderiscono diversi lavoratori della Tossilo, spiega che l’attuazione dell’accordo restituisce serenità ai lavoratori che rischiavano di rimanere senza stipendio. «Guardiamo avanti con più serenità – ha detto –, ringrazio il sindaco di Macomer, Antonio Succu, che si è speso in prima persona nella battagli per arrivare all’accordo, e la consulente del Lavoro Marina Mastrone, consulente dell’azienda, la quale ha seguito con grande capacità l’intera procedura». Soddisfatto anche il sindaco di Macomer, che in qualità dei presidente dell’Unione dei comuni del Marghine ha lavorato per risolvere la vertenza. «Ringrazio l’assessore Paci e tutta la Giunta regionale per aver restituito serenità a tredici lavoratori e alle loro famiglie – ha detto –. Lavoreranno nei comuni che hanno aderito all’accordo e all’Enas di Ottana». (t.g.t.)
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