La Nuova Sardegna

Nuoro

Carcere, presto l’assunzione degli infermieri

di Francesco Cabras

Nuove speranze per i lavoratori a casa da due mesi. All’esame della giunta regionale una legge ad hoc

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NUORO. In un periodo di incertezza e nubi all’orizzonte per la sanità nuorese, arriva almeno una buona notizia che potrebbe riaccendere la speranza negli otto infermieri penitenziari di Badu ‘e Carros e Mamone rimasti senza occupazione dal primo dicembre, e negli altri due in scadenza di contratto.

Come da impegni presi poco prima di Natale dall’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, in risposta alla mozione presentata dal consigliere Daniele Cocco (Sel), gli uffici regionali stanno provvedendo in questi giorni alla stesura della legge che prevederà, a differenza del passato, la valutazione dei titoli e delle esperienze maturate in caso di concorsi e selezioni per il personale infermieristico penitenziario.

Con qualche anno di ritardo la Regione si appresta dunque a mettere in pratica le linee guida (finora rimaste lettera morta) per l’attuazione del decreto in base al quale, nel 2011, aveva recepito il trasferimento delle competenze sul personale sanitario carcerario, fino ad allora a carico del ministero della Giustizia.

In particolare, il riferimento è al paragrafo dove è scritto che «al fine di valorizzare le esperienze maturate nell’ambito della sanità penitenziaria la giunta regionale provvederà ad approvare un disegno di legge regionale al fine di elaborare disposizioni in materia di concorsi o selezioni per il reclutamento di personale medico, infermieristico e sanitario del comparto da destinare ai servizi della sanità penitenziaria».

«Speriamo sia la volta buona – commenta il consigliere regionale Daniele Cocco (Sel)– , comunque vigilerò affinché la legge venga stilata e approvata nel più breve tempo possibile».

Se l’esponente di Sel si dimostra cautamente ottimista, gli infermieri, delusi dopo le rassicurazioni ricevute in passato, dicono che «finché non sarà comunicata loro una data precisa, non si fidano più delle promesse». Non canta vittoria neanche il segretario provinciale della Cisl-Fp, Giorgio Mustaro. «Nel frattempo – afferma – gli infermieri sono senza stipendio da due mesi. Sono sempre dell’idea che si doveva evitare di mandarli a casa, studiando e adottando soluzioni temporanee per garantire la continuità lavorativa. Non solo, si sarebbe dovuta garantire anche la continuità assistenziale per i carcerati. Senza voler togliere nulla alla professionalità degli infermieri che sono stati chiamati a sostituire i colleghi, il cambiamento ha creato disorientamento e disagi tra gli stessi detenuti».

L’auspicio è che la legge «tappi finalmente quella voragine lasciata dalla mancata applicazione delle linee guida al momento del passaggio delle competenze dal ministero alla Regione in materia di sanità penitenziaria».

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