Ortobene, tutti i sindaci: «La Zps è una occasione»
La ricetta degli amministratori al dibattito del comitato Ultima spiaggia «La zona di protezione speciale può aprire la strada al rilancio dell’intera area»
NUORO. La buona notizia è che da qui a qualche mese la Regione stanzierà 5 milioni di euro per il riordino urbano del Monte Ortobene. Di questi 1,2 milioni verranno destinati al completamento della rete fognaria — appena 80 metri di tubi che colleghino la Solitudine alla rete fognaria cittadina— celebre incompiuta. Due milioni per intervenire sugli impianti sportivi, 1 milione per la riqualificazione delle opere di urbanizzazione dell'area cacuminale (cioè sulla cima del Monte) e 800mila euro per la riqualificazione dei fabbricati comunali. Lo ha annunciato il sindaco Andrea Soddu in una affollatissima sala della biblioteca Sebastiano Satta, nel corso della tavola rotonda organizzata dal comitato “Monte Ortobene—Ultima spiaggia” e che ha visto come protagonisti alcuni dei sindaci cittadini degli ultimi cinquant'anni confrontarsi sulla delicata questione del futuro del Monte e sulla spinosa vicenda della Zps. L'incontro dal titolo “Monte Ortobene: la grande occasione”, coordinato dalla giornalista nuorese Flavia Corda, aveva appunto come tema centrale il rilancio della montagna barbaricina partendo dall'assunto, condiviso da tutti i sindaci presenti, che la Zona di protezione speciale può essere un'occasione di sviluppo per il territorio. Nove i primi cittadini del capoluogo barbaricino interpellati per discutete del passato, del presente e del futuro della montagna tanto cara ai nuoresi. Sei quelli presenti in sala: Gonario Gianoglio (sindaco dal '66 al '72), Annico Pau ('81-'83), Giannetto Congeddu ('85-'87), Mario Demuru Zidda (2000-2010), Alessandro Bianchi (2010-2015) e il primo cittadino in carica Andrea Soddu. Per impegni lavorativi non erano presenti gli ex sindaco Franco Mariano Mulas, Antonello Soro e Antonio Zurru. Fin dalle prime battute è stato posto al centro del dibattito il tema della Zps vista come occasione o pietra tombale dello sviluppo dell'area.
Un dubbio amletico che ancora oggi, tra gli addetti ai lavori, non ha trovato una risposta. Quel che invece accomuna un po' tutti è la convinzione di quanto la Zona di protezione speciale del Monte— la 37esima istituita in Sardegna—con alcuni accorgimenti, possa realmente essere un’occasione di rilancio dell'area. «Così come avviene nei parchi dell'Alto Adige — ha sottolineato durante l'incontro il sindaco Andrea Soddu —, un modello certamente da seguire». O pensandola ancora più in grande, vedere l'Ortobene tra le montagne del parco del Gennargentu e fregiarsi di essere la porta dell'oasi naturalistica, come suggerito dall'ex sindaco Annico Pau. C'è anche chi tra gli ex amministratori cittadini propone una riperimetrazione della Zps che svincoli alcune aree dai limiti. La pensano così Gonario Gianoglio e Giannetto Congeddu che ribadiscono a chiare lettere quanto i vincoli possano essere un'arma a doppio taglio: «Non è possibile pensare di non poter uscire dai sentieri perché si disturba la nidificazione —ribatte Giannetto Congeddu sindaco dal 1985 al 1987—. Ma nidificazione di cosa, le aquile nidificano solo nella zona di Jacu Piu. Bisogna rivedere bene le zone».
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