Oggi la perizia psichiatrica sul sospetto incendiario
Sindia, i carabinieri stanno continuando le indagini per ricostruire tutti gli episodi Grande preoccupazione in paese, in attesa delle decisioni della magistratura
SINDIA. Era prevista per i prossimi giorni, ma, forse anche sulla spinta della mobilitazione popolare e delle numerose richieste di intervento arrivate da Sindia dopo gli ultimi fatti di cronaca, è stata anticipata a oggi, la perizia psichiatrica disposta dalla Procura di Oristano sul giovane del paese che a dicembre è stato denunciato per alcuni episodi di danneggiamento. Il consulente tecnico nominato dalla Procura è lo psichiatra Pasquale Tribisonna. Dalla perizia arriveranno le risposte necessarie per poi poter intervenire.
Si tratta dello stesso trentenne sul quale da tempo stanno concentrando le loro attenzioni i carabinieri della compagnia di Macomer, guidati dal capitano Giuseppe Pischedda, perché più volte segnalato, anche se in forma non ufficiale, come presenza che costituisce un grosso disturbo in paese. La sua posizione, tuttavia, deve ancora essere vagliata con attenzione dagli inquirenti perché allo stato attuale l’inchiesta sugli incendi e gli atti vandalici che negli ultimi tre mesi hanno sconvolto Sindia deve ancora raccogliere le prove decisive ed è ben lungi dall’essere conclusa.
Il paese, intanto, è ancora scosso dopo l’ultimo incendio registrato all’interno dei suoi confini: quello che ha colpito la chiesa di San Demetrio. Un atto che segue di poco il furto dell’auto dell’ex parroco, don Giovanni Antonio Niola. «Questa è opera di un matto – aveva commentato, con molta amarezza, lo stesso don Niola – e i matti devono essere trattati come matti». L’episodio, di una gravità inaudita perché offende la sensibilità religiosa di una popolazione che venera San Demetrio da tempi remoti, non ha precedenti nella zona. In altri centri del Marghine non sono mancati danneggiamenti e furti nelle chiese, episodi che talvolta hanno fatto pensare alle messe nere, ma non era mai accaduto l’incendio di una chiesa con la distruzione del simulacro del Santo più venerato e di opere d’arte preziose. È stata intanto smentita la notizia che la chiesa sia stata aperta con le chiavi rubate assieme alla Opel Corsa del parroco don Salvatore Biccai, il quale ha precisato che nella sua macchina c’erano altre chiavi, tra le quali quella di casa e della casa di Macomer dove è stato parroco fino allo scorso autunno, ma non quella della chiesa di San Demetrio, che in questo periodo non serviva in quanto nella chiesa non venivano celebrate funzioni. La Fiat Punto rubata all’ex parroco don Niola, invece, era stata ritrovata il giorno dopo dai carabinieri della compagnia di Macomer lungo la strada che conduce al monte Sant’Antonio: aveva bruciature sul sedile anteriore sinistro e sul bocchettone di rifornimento. I danni sono stati stimati in circa duemila euro.
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