La Nuova Sardegna

Nuoro

L’ultimo imbarco di Sadori: morto il re dei pescatori

di Sergio Secci
Salvatore Aiello, noto Sadori
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Salvatore Aiello, noto Sadori

Siniscola, lutto nel borgo di Santa Lucia per la scomparsa di Salvatore Aiello. Originario di Ponza, era considerato un leggendario vecchio lupo di mare

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SINISCOLA. Un manifesto funebre inconsueto, con i colori del mare che Sadori, il vecchio pescatore di Santa Lucia, amava più di ogni altra cosa al mondo. I familiari hanno voluto ricordare così una delle figure caratteristiche della borgata turistica. Salvatore Aiello, per tutti Sadori, il vecchio lupo di mare se n’è andato l’altro ieri all’età  di ottantotto anni, dopo aver navigato per decenni al largo delle coste baroniesi, solcherà  ora i cieli infiniti. Dopo aver affrontato mille avventure nel suo amato mare, l’anziano pescatore si è spento serenamente lasciando nel lutto il villaggio pescatori e le tantissime persone che lo conoscevano e lo apprezzavano.

Originario di Ponza, era diventato una figura leggendaria per tutti coloro che frequentano il bellissimo borgo incastonato tra la pineta e il mare, immancabile berretto bianco da capitano e occhi rovinati dalla salsedine, lo si poteva incontrare sul lungomare o al Bar di Agnese a discorrere dei tempi passati e di quando in mare si faticava davvero viaggiando a remi e a vela. Sadori ha trascorso la sua vita a pescare, sino a quando le forze lo hanno sorretto usciva ancora tra le proteste dei familiari che temevano per la sua salute, per qualche battuta di pesca e di avventure.

Sadori ne aveva davvero tante da raccontare, da poterci davvero scrivere un libro. Sposato con Pina Fais, padre di sette figli e con tanti nipoti, ha rischiato di morire in mare moltissime volte affrontando burrasche e onde giganti: la sua ultima impresa risale ad una decina di anni fa quando ottantenne, si era arrischiato ancora ad uscire per una battuta di pesca. Salpato dalla spiaggia delle barche per il gusto di prendere qualche calamaro, si era allontanato di alcune centinaia di metri quando perso l’equilibrio era caduto in acqua mentre la barca rimasta con il motore acceso, gli girava intorno rischiando di straziarlo con le eliche. A mollo nel gelido mare per circa mezzora, Sadori non si era perso d’animo e aveva resistito stoicamente sino a quando un altro pescatore era accorso recuperandolo proprio mentre la sua barca andava a fondo.

«Sapevo che me la sarei cavata anche questa volta – aveva detto una volta a terra –. Non era giunta ancora la mia ora e ad aiutarmi c’erano due grossi angeli che mi hanno dato la forza di resistere».

Quella volta, il capitano Sadori non si prese nemmeno un raffreddore e proseguì a dispensare consigli ai pescatori più giovani e ai figli che hanno intrapreso il suo duro mestiere. La sua pur forte tempra, ha dovuto fare i conti con l’età e Sadori si è imbarcato martedì per l’ultimo viaggio lasciando sgomenta Santa Lucia che perde uno dei suoi pezzi pregiati e la sua memoria storica. Ieri sera il rito del funerale, particolarmente partecipato dalla comunità del borgo dei pescatori ma anche dai paesi del circondario.

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