Accoglienza: nel Marghine il più alto tasso di adesioni
Il progetto sarà illustrato al nuovo prefetto di Nuoro, esperta della materia Il sindaco di Macomer smentisce l’utilizzo del motel come rifugio per i migranti
MACOMER. Uno su tre Comuni italiani sono disponibili all’accoglienza di migranti e profughi che scappano da guerre e carestia in una sorta di mappa a pezze nella quale prevalgono i colori delle porte chiuse. Dal Marghine arriva una risposta diversa. Otto Comuni su dieci hanno risposto manifestando disponibilità all’accoglienza, praticamente 2,4 su tre, più del doppio della media nazionale. Il progetto dell’Unione dei Comuni del Marghine che punta ad aprire le porte ai profughi con iniziative di microaccoglienza diffusa va avanti e per la prossima settimana il presidente dell’Unione, Antonio Succu, chiederà di incontrate il nuovo prefetto di Nuoro che sul fronte della gestione del problema migranti vanta importanti esperienze.
Il tema è stato affrontato dal consiglio comunale di Macomer nella riunione di martedì. Il consigliere di minoranza Giuseppe Ledda aveva chiesto al sindaco di portarlo all’attenzione dell’assemblea per conoscere le novità e per fare chiarezza sulle voci riguardanti l’ala dell’ex Motel che recentemente è stata aggiudicata a un’asta giudiziaria per poco più di centomila euro, per la quale si parla di un possibile impiego come centro di accoglienza profughi. Antonio Succu ha spiegato che sul Motel si è proceduto con tutte le verifiche del caso da parte degli uffici del Comune e allo stato delle cose non c’è nessuna richiesta di utilizzo per i locali. E stato sentito anche il liquidatore della procedura fallimentare della società Campeda alla quale apparteneva la struttura ricettiva, il quale ha spiegato che la proprietà del complesso non risulta ancora trasferita. L’ingegnere dirigente dell’ufficio tecnico, Alessandro Naitana, è intervenuto a quel punto per precisare che una ditta ha chiesto l’autorizzazione per eseguire dei lavori nell’ala posteriore dell’ex Motel, ma non aveva titolo di proprietà sull’immobile, che risulta attualmente in capo alla procedura fallimentare. Il sindaco ha quindi puntualizzato che sulla vicenda il Comune ha fatto la sua parte e continuerà a vigilare.
Ha poi spiegato che la città e il territorio sono per la microaccoglienza diffusa, che serve anche per controllare direttamente la gestione la gestione del fenomeno che non sembra arrestarsi. In poche parole, gestire direttamente l’accoglienza serve anche per evitare imposizioni a sorpresa come quella, poi abbandonata, per l’uso dell’ex carcere come centro di accoglienza e quella di cui si parla tanto, ma della quale si sa poco, dell’ex Motel. Il bando dell’Unione dei comuni per verificare le manifestazioni di interesse all’accoglienza, intanto, è stato prorogato al 28 febbraio. (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
