Il “monte” pensioni ormai supera il totale dei salari
Dati allarmanti: il 41,6% dei giovani non ha lavoro, 220mila i voucher distribuiti Ghisu (Spi Cgil): «I pensionati sono il nostro vero ammortizzatore sociale»
NUORO. Sempre più vecchi, sempre più poveri, sempre più disoccupati: il 41,60 per cento dei giovani di Nuoro e provincia non ha un lavoro e per soddisfare le disperate richieste di lavoro sono stati erogati 220mila voucher, mentre il monte annuale delle pensioni – 652 milioni di euro – supera di gran lunga la massa salari prodotta in un anno dai lavoratori del Nuorese e dell’Ogliastra: circa 476 milioni di euro. I dati dell’ultimo anno del lavoro e delle pensioni in provincia di Nuoro disegnano, impietosi, un territorio che arranca e dove i pochi soldi che girano sono frutto delle pensioni.
Il responsabile provinciale del sindacato dei pensionati Spi-Cgil, Giuseppino Ghisu, dopo aver raccolto e studiato i dati, lo dice, infatti, senza mezzi termini: «I pensionati, da noi, sono il vero ammortizzatore sociale, è grazie a loro che in questa provincia in grande sofferenza riesce a reggere la pace sociale. I pensionati fungono da ammortizzatore sociale, garantiscono con questo, almeno momentaneamente, la pace sociale».
Sono ben 63.384, infatti, i pensionati del Nuorese: rappresentano il 40,36 per cento della popolazione provinciale costituita da 157mila persone. Le pensionate superano i colleghi dell’altro sesso: sono infatti il 59 per cento del totale, ma percepiscono un assegno mensile inferiore del 35 per cento rispetto a quello degli uomini. Tra pensioni Inps ed ex Inpdap, in provincia di Nuoro, ogni anno vengono erogati più di 652 milioni di euro, mentre la pensione media percepita nel Nuorese si aggira sui 616 euro al mese. Una vera miseria che tuttavia è il vero pilastro che sorregge da solo le comunità della provincia di Nuoro e il loro oceano di disoccupati.
Ecco perché, ribadisce il coordinatore provinciale dello Spi-Cgil, Giuseppino Ghisu, «il sistema pensioni, all’interno di questo quadro di difficoltà e di mancanza di lavoro che si registra in provincia di Nuoro, fino ad ora ha contribuito e assunto un ruolo di ammortizzatore sociale. È servito a evitare tensioni e scossoni anche di carattere di ordine pubblico, visto l’alto tasso di disoccupazione in generale, e in particolare di quello giovanile.
«La popolazione invecchia – aggiunge, dunque, Giuseppino Ghisu – e questo ci pone all'attenzione altri ordini di problemi in primis: quale sostegno, in termini socio - assistenziali, e di prevenzione sanitaria garantire e attivare nel territorio. Come Spi Cgil riteniamo che la riforma del sistema sanitario territoriale, da noi condivisa possa di fatto dare una risposta in quella direzione se, il sistema socio assistenziale e sanitario, cioè i servizi alle persone, verrà ben incastonato nel nuovo sistema territoriale. Vedi case della salute e assistenza domiciliare integrata. Come siamo fortemente convinti che occorra favorire un invecchiamento attivo evitando di marginalizzare le persone anziane, coinvolgendoli e favorendo con il loro impiego in lavori di pubblica utilità sociali il mantenimento e il rafforzamento dei rapporti relazionali anziché pensare di rinchiuderli nelle case per anziani che nascono come funghi, più delle volte per fini poco nobili perché considerate un forte business attuale e futuro».
Fin qui, dunque, il quadro delle pensioni e degli anziani in provincia di Nuoro. Per imprimere una svolta alla situazione socio-economica del territorio, tuttavia, anche il sindacato dei pensionato Spi-Cgil ritiene che si debba puntare deciso sul rilancio del lavoro e sul sostegno dei giovani. «Il pil pro capite della provincia – spiega ancora Ghisu – è inferiore di circa quattromile euro da quello regionale, la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli astronomici, pari al 50 per cento circa. Se non intervengono correttivi nel brevissimo periodo con un rilancio reale degli investimenti e del rafforzamento della base produttiva e occupazionale, si andrà incontro a un reale, effettivo e forte spopolamento. Chi ha responsabilità di direzione politica e di programmazione non può sfuggire dalle proprie responsabilità».
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