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Nuoro

Gli allevatori sul ponte di Oloè: «Serve una pista alternativa»

di Nino Muggianu
Gli allevatori sul ponte di Oloè: «Serve una pista alternativa»

Coro di proteste sia a Oliena sia a Dorgali, le due comunità più danneggiate dalla chiusura «Così non possiamo continuare ad andare avanti, dobbiamo trovare il modo per guadare il fiume»

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OLIENA. C’è tanta rabbia tra i cittadini di Oliena e Dorgali in particolar modo, ma anche tra le centinaia di persone che giornalmente per motivi di lavoro o per urgenze varie transitavano, in un senso o nell’altro, lungo la strada provinciale 46, passando per il ponte di Oloè. Chiude, apre, richiude, riapre e poi viene nuovamente sbarrato. Una storia infinita che se non fosse per la sua drammaticità e il gravissimo disservizio, sta assumendo toni comici. Una storia che sui social sta diventando virale, non si contano le battute, ma anche le imprecazioni e la rabbia espressa in tutte le sue sfumature. Gente che per raggiungere la propria azienda in campagna si sta svenando con i costi del carburante. Gente che di ridere non ha proprio voglia e invoca l’intervento dei volontari di Oliena, non appena l’acqua sarà meno impetuosa per l’apertura della pista alternativa guadando il fiume Cedrino.

Dal fronte Oliena, Francesco Corrias, allevatore: «Ci sentiamo presi in giro, perché se è vero che il ponte è pericolante come mai non se ne sono accorti durante i lavori dell’anno scorso». Marcello Puddu, agricoltore e consigliere comunale: «Non crediamo alla tesi che le ultime piogge abbiano danneggiato il ponte. E neppure al fatto che non si possa transitare neppure a senso alternato. I ponti sulla strada per l’Ogliastra sono stati sistemati senza chiuderli al traffico, perché questo no?». Giovanni Congiu, allevatore: «I tecnici che prendono queste decisioni devono sapere che le conseguenze ricadono su allevatori e agricoltori che per accudire le loro aziende sono costretti a percorrere anche 40 chilometri in più al giorno, tra andata e ritorno, perché tutte le strade della zona sono impraticabili.

Dal fronte Dorgali: «Basta, mi sembra tutto assurdo – urla un’insegnante che tutti i giorni è costretta a fare il giro delle sette chiese per arrivare al posto di lavoro –. Sembra di essere al gioco dell’oca. Basta, c’è qualcosa che non mi quadra. Possibile che non si mettano d’accordo. Non ci resta che sperare nei volontari di Oliena che la volta scorsa avevano aperto quella pista che passava sotto il ponte. Sono i più affidabili. Come la volta scorsa saremo pronti a dare il nostro contributo».

Stefano Lavra, ex assessore al Turismo di Dorgali: «Come cittadino la situazione è davvero preoccupante in quanto ormai da mesi si sta verificando sempre più un isolamento delle comunità di Dorgali e Cala Gonone e di tuto il comprensorio orientale. Situazione che sta danneggiando economicamente le famiglie ma anche l’economia del sistema produttivo locale. La situazione è sempre più allarmante in quanto gli sviluppi non ci consentono di poter vedere luce nell’immediato futuro. Appare paradossale che si aprano e chiudano strade con questa facilità. Chiediamo di dover essere tutelati sotto il profilo della sicurezza ma anche sotto il profilo economico e di tutto quello che ne consegue dal punto di vista sociale, questo perché l’isolamento crea dei danni non indifferenti. La stagione turistica è iniziata anche se qualcuno forse non se ne è accorto. Chiediamo a tutte le autorità preposte che se ci sono da fare interventi, si facciano con estrema celerità».

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