I simboli nascosti dei vestiti carnascialeschi
FONNI. Nella tradizione carnevalesca di Fonni, ci sono due antiche maschere che sono S'Urthu e Su Buttudu. La prima maschera è interamente ricoperta di pelle di montone bianco e costituisce l'epicent...
FONNI. Nella tradizione carnevalesca di Fonni, ci sono due antiche maschere che sono S'Urthu e Su Buttudu.
La prima maschera è interamente ricoperta di pelle di montone bianco e costituisce l'epicentro del rito simbolico e ancestrale.
Viene tenuto tramite una grossa e pesante catena di ferro da due Buttudos, che lo tengono a bada nel suo tentativo di avventarsi contro la gente.
Su “Senneroddu e sos de s’iscusorzu”. La componente simbolica della maschera tetiese ha origine da una leggenda locale: Su Sennoreddu è un'entità magica identificabile a tratti come demone, a tratti come folletto, che si muove con grande agilità ed è caratterizzato da una forza sovraumana. Tra le braccia, la maschera, custodisce avidamente un'anfora all'interno della quale è conservato il tesoro che è stato sottratto agli umani, mentre, intorno a lui Sos de s’Iscusorzu rappresentano i pastori che cercano di appropriarsi del tesoro.
Su Boi e su Omadori. “Su Boi”, indossa sul capo una testa di bue con grandi corna, sulla schiena, invece, ha una pelle bovina e sul petto, infine, c’è un grosso campanaccio appeso.
È legato con una fune in pelle al domatore "Su Omadori", che è vestito con i vecchi sacchi in Orbace dotati di cappuccio mentre in mano tiene un bastone con laccio in pelle con il quale frusta e punzecchia su Boi.
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