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la sparatoria di oniferi

Pira al Gip: «Non sapevo che Simone fosse armato»

NUORO. «Sono andato nella sala da ballo di Oniferi per accompagnare Simone Marchi che doveva chiarire con Elia Muredda una questione di un’autoradio rubata a Sa Itria. Non sapevo che il mio amico...

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NUORO. «Sono andato nella sala da ballo di Oniferi per accompagnare Simone Marchi che doveva chiarire con Elia Muredda una questione di un’autoradio rubata a Sa Itria. Non sapevo che il mio amico avesse una pistola, né che tra i due i rapporrti fossero tesi a causa di una una ragazza». Queste le parole pronunciate in carcere da Francesco Pira, 22 anni di Gavoi, al gip Claudio Cozzella, durante l’udienza di convalida dell’arresto per concorso nel tentato omicidio di Elia Muredda, 23 anni di Illorai, raggiunto da due colpi di pistola alle gambe al culmine di un litigio con Simone Marchi. Dopo la sua dichiarazione spontanea, il giovane gavoese, assistito dagli avvocati Lorenzo Soro e Gianfranco Careddu si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip ha convalidato la misura cautelare in carcere e, come già aveva fatto per Marchi, ha derubricato il reato da tentato omicidio in lesioni personali gravi. Nel frattempo, sono migliorate le condizioni di Muredda: dopo l'operazione per l'estrazione dei proiettili all'ospedale di Nuoro, la prognosi è di 30 giorni.

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