Cattedrale, il no all’altare raccoglie centinaia di firme
Il caso è approdato anche in Vaticano all’attenzione di monsignor Angelo Becciu «Il progetto sconvolge lo stile architettonico della chiesa. Torniamo al dialogo»
NUORO. Centinaia di firme raccolte in pochi giorni, diverse attività commerciali che hanno dato il loro sostegno alla causa, e una lettera che è arrivato sino a Roma, “alla cortese attenzione di monsignor Angelo Becciu, sostituto alla segreteria di Stato. Città del Vaticano”: ad alcuni giorni dall’assemblea pubblica promossa dal comitato spontaneo contro il progetto per rifare il presbiterio della Cattedrale – considerato un vero stravolgimento dello stile della chiesa – la mobilitazione popolare è ben lungi dal fermarsi. E anzi, giorno dopo gioorno, continua a fare proseliti. Entro le prossime settimane, dunque, il comitato spontaneo anti-progetto chiuderà la raccolta delle firme ma già da queste ultime settimane gli addetti all’iniziativa hanno raccolto già diverse centinaia di adesioni.
Ma la vicenda del progetto, e le polemiche annesse, sono approdate da giorni anche a Roma e negli ambienti vaticani attraverso una lettera inviata dall’appassionato di arte, storia e tradizioni, Michele Pintore, che poi, insieme ad altri nuoresi ha dato vita al comitato spontaneo anti-altare.
«Mi rivolgo a Lei monsignore – ha scritto Pintore – anche a nome di un numeroso gruppo di fedeli nuoresi, nella speranza di risolvere un problema col nostro vescovo Monsignor Mosè Marcia, che rischia di degenerare per mancanza di dialogo. L’argomento è una recente proposta da parte della Curia (senza prima sentire il parere dei fedeli, come indica la prassi secondo le norme in vigore) per la realizzazione di un “discutibile” progetto per l'adeguamento (si dice sempre in base alle norme conciliari) del presbiterio della nostra Cattedrale di Santa Maria della Neve. Un progetto, che rischia di sconvolgere lo stile architettonico della chiesa (che tra l'altro ci risulta già secondo le norme) per l'imposizione di un contestato progetto, indubbiamente più adatto a una chiesa del terzo millennio. Tutto questo ha portato a una grave disapprovazione da parte dei fedeli, che stanno raccogliendo firme per bloccare i lavori (da inviare anche a papa Francesco) , ma anche da parte clero (ho sentito molti amici sacerdoti, che per obbedienza al superiore non si esprimono ma sono fortemente contrariati)». Nella lettera Pintore chiede a monsignor Becciu di farsi «portavoce dei fedeli nuoresi per pregarLa se è possibile un suo intervento presso la Curia, per per evitare la presa di posizione e portare tutti a un sereno dialogo. Sincerante, da parte dei i fedeli e del clero non sente l'esigenza di un nuovo presbiterio, e non si spiegano neppure la necessità di spendere 150mila euro».
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