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Nuoro

Lula

Il rito di Su Batthiledu conquista il pubblico

di Bernardo Asproni
Il rito di Su Batthiledu conquista il pubblico

La rappresentazione scenica ha avuto inizio con la vestizione della maschera

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LULA. Il pubblico non ha tradito l’appuntamento di “Su Batthiledu”, richiamato dal brivido che emana, in ogni fase della rappresentazione scenica, la maschera locale. Con “Pàganos-Su Battiledhu, su carrasecare Lu(g)vulesu”, Sos cumpanzos de Su Battiledu e la coop DuasCor-DuosCoros con la collaborazione della Pro loco “Sa Rosa ’e Monte” hanno fatto centro insieme alla calda accoglienza dei lulesi. Prima dell’entrata in gioco di Su Battiledhu e dei suoi aguzzini il pranzo proposto dalla Proloco, poi con la cena proposta da Sos Cumpanzos e Duos-Coros. Due momenti con il menù tipico della cultura contadino pastorale, pecora in umido e s'ava e lardu, ricotta e formaggio come si addice a questo tipo di appuntamento. La rappresentazione scenica itinerante ha avuto inizio col rito della vestizione: il corpo coperto di pelli di montone, sul petto sos marrazzos (i campanacci), sul capo due corna, mentre sulla pancia uno stomaco bovino riempito di sangue che, lungo il peregrinare, è stato bucato di tanto in tanto dai suoi aguzzini. Intanto le note dell'organetto del maestro Paolo Canu-Lodè si levavano alte, anche prima e dopo la rappresentazione, contribuendo a rendere più emozionante e suggestiva la serata. E il corteo si snodato lungo le vie del centro con su Battiledhu, la vittima sacrificale, dal volto sporco di fuliggine e di sangue. Intorno a lui si agitavano sos Battiledhos (massajos-gattias), uomini vestiti da vedove con il pungolo-su puntoglio e le funi di pelle.

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