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«I tracciati Gps sono poco attendibili»

«I tracciati Gps sono poco attendibili»

NUORO. È attraverso i dati rilevati dal Gps che gli inquirenti avevano dedotto il percorso fatto la mattina dell’omicidio di Angelo Maria Piras, dalla cognata Alice Flore che, salita in auto, si...

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NUORO. È attraverso i dati rilevati dal Gps che gli inquirenti avevano dedotto il percorso fatto la mattina dell’omicidio di Angelo Maria Piras, dalla cognata Alice Flore che, salita in auto, si sarebbe fermata davanti al casolare disabitato per “disfarsi” delle scarpe usate dal marito per compiere l’omicidio. Ieri mattina il consulente della difesa Walter Marcialis ha depositato in aula la sua relazione sottolineando di aver potuto lavorare solo sul “tracciato” di andata e non di “ritorno” dell’auto dell’imputata perché, nonostante l’abbia richiesto, non gli è mai stato consegnato. Con tanto di monitor, il perito ha riportato il percorso fatto in auto partendo dalla casa dei due imputati seguendo le coordinate rilevate dagli inquirenti. «Andando a verificare i tracciati forniti dai carabinieri – ha detto l’esperto – mi sono reso conto che il segnale Gps è stato rilevato e trasmesso ogni 10 secondi andando a creare delle linee rette di congiunzione fra i punti di rilevamento. Questo significa avere un margine di errore di percorrenza intorno ai 150 metri. Provando a visualizzare la mappa aggiornata al 2017 di Google heart mi sono reso conto che il primo punto di sosta dell’auto dell’imputato si trova alloggiata sul tetto della casa. Inoltre – ha aggiunto il consulente – nonostante l’auto fosse ferma, il Gps si allineava con grande fatica sulla mappa, segno che vi erano degli errori di fondo sull’aggancio dei satelliti».

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