Omaggio a Bustianu nel 150° dalla nascita del Vate di Sardegna
L’ex sindaco Annico Pau scrive all’attuale Andrea Soddu «Riprendiamo in mano la piazza e la casa del poeta»
NUORO. Da ex sindaco a sindaco, da Annico Pau ad Andrea Soddu. Per commemorare una delle colonne portanti dell’Atene sarda: Sebastiano Satta. Bustianu. S’abocau poeta, meglio ancora: su poeta. Quasi per antonomasia. «Egregio signor sindaco, con spirito collaborativo per segnalarle che quest’anno ricorre il centocinquantesimo della nascita del “Vate di Sardegna”» scrive Pau in una lettera inviata al palazzo municipale. Primo cittadino, repubblicano, dal 1981 al 1983, approfitta dell’anniversario per pungolare l’attuale amministrazione e puntare i riflettori sia sulla casa natale del poeta, sia la piazza a lui dedicata, sia sul monumento al poeta sul colle di Sant’Onofrio. «Nel richiamare alla memoria che il poeta nacque in questa città il 21 maggio 1867, troverei opportuno e necessario che Nuoro lo ricordasse degnamente, così come merita, per le sue opere che diedero lustro a questa città ed all’intera Sardegna» sottolinea Annico Pau con la solita passione che lo contraddistingue.
«Evento propizio, oltre che a far conoscere alle giovani generazioni la sua importante produzione poetica, anche per dare corpo ad altre iniziative ed interventi fattivi che, con investimenti abbastanza limitati, possano consentire – dice Pau a Soddu –, ad esempio l’apertura al pubblico della casa natale del poeta, rivitalizzare l’antistante piazza monumento ed infine riportare al suo aspetto originario il relitto del monumento sul colle di Sant’Onofrio».
«Non le sfuggirà, infatti – ricorda ancora Annico Pau al sindaco Andrea Soddu –, che la casa del poeta da anni acquisita e ristrutturata con dubbio gusto estetico (ove fanno bella mostra scale e ringhiere in acciaio inox o algidi e dozzinali infissi che danno l’idea di un ambulatorio) è ancora tristemente vuota e inutilizzata e nulla lascia trasparire segni di una prossima apertura per la sua fruizione da parte della cittadinanza. Ancora sarebbe interessante riportare all’originario splendore la stele del poeta collocata nel colle di Sant’Onofrio, così solitaria e desolatamente smembrata delle sue componenti principali: la testa del poeta, il cane, il gregge. Il tutto è abbandonato ineluttabilmente ad un progressivo e inarrestabile degrado ed esposto all’inclemenza del tempo quasi si trattasse di res nullius». Ricercatore puntiglioso di storia locale e di storia repubblicana, Annico Pau ha appena finito di curare un libro in uscita il prossimo giugno che contiene 38 poesie inedite, tutte in italiano, di Sebastiano Satta. «Lo scultore nuorese Francesco Ciusa, grande ammiratore del poeta – ricorda Pau –, aveva pensato di innalzare questo monumento in ricordo dell’amico morto. La figlia dello scultore, Antonietta, ricordando l’emozione del genitore nel realizzare il monumento, segnala che: “già nel 1914, alla morte dell’amico poeta aveva espresso un suo grande desiderio: innalzare a Bustianu un tempio sulla vetta più alta del colle di Sant’Onofrio. Ma solo nel 1932 poté porre mano a questo suo lavoro. Creò un bozzetto in cui attraverso un simbolico movimento ascensionale di linee e piani, che davano un senso dinamico a tutta l’opera, esaltava la fantasia e la libertà di una mente creatrice. Nasceva così il Monumento di Sebastiano Satta, ma ancor più alla poesia sattiana”. In questo contesto come non occuparsi, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario, del complesso architettonico-scultoreo (definizione di Salvatore Naitza)?» incalza ancora l’ex sindaco.
«La pregevole e universalmente conosciuta opera di Costantino Nivola, che il senatore Pietro Mastino nell’inaugurala definì come “vestibolo che introduce direttamente alla casa natale del poeta: perciò piazza e casa natale del Satta, rappresentano un corpo unico, cioè un monumento che prende forma e sostanza dal granito, dalle piccole statue rievocative, dall’ambiente semplice e complesso, allo stesso tempo, che richiamano nomi e tempi di interpretazione del mondo sattiano”, è attualmente abbandonata a se stessa, senza alcuna manutenzione, piena di erbacce che prosperano allegramente, con panchine pasticciate, senza tralasciare il parcheggio selvaggio e le automobili che sfrecciano impunite sotto gli occhi di tutti».
«Nessun suggerimento da parte mia – chiude con fiducia l’ex sindaco Annico Pau –, ma quanto esposto potrebbe rappresentare solo un piccolo segnale nei confronti di un grande nuorese da parte della sua città che di recente ha manifestato l’ambizione di candidarsi a Città della cultura. Capisco che le casse comunali soffrano di una ciclica mancanza di fondi, ma in questo caso basterebbe poco, basterebbe solo avere buona volontà».
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