L’appello dei naturalisti: Capo Comino va protetto
Renato Brotzu: «È necessario creare barriere attorno ai ginepri e alle dune». Domenico Ruiu: «Basta applicare le norme, a partire dal divieto di campeggio»
SINISCOLA. I ginepri di Capo Comino vanno salvati a ogni costo, dicono due tra i più noti conoscitori dell’ambiente isolano, Renato Brotzu e Domenico Ruiu. La notizia del fungo che sta aggredndo in modo massiccio le piante del sistema dunale dell’area Sic (sito di interesse comunitario) Capo Comino-Berchida-Bidderosa ha provocato la reazione dei due naturalisti, che conoscono bene questo ambiente per averlo studiato e raccontato in numerose pubblicazioni.
Renato Brotzu, fotografo e autore di libri sulla flora e la fauna della Sardegna, non nasconde la preoccupazione. «Ci sono due aspetti particolarmente gravi in questa vicenda. Il primo – dice il naturalista – riguarda i mutamenti climatici e il conseguente adattamento dei ginepri a eventi meteo che sono sempre più violenti anche per una pianta come il ginepro abituata a soppravvivere in condizioni di estrema difficoltà. Occorre prenderne atto e disporre tutte le azioni per la salvaguardia, dunque, a cominciare da una rete di protezione per ciascuna pianta in pericolo, ovviamente dopo aver eliminato i focolai di infezione e i rami disseccati già aggrediti dalla diplodia africana».
«Il secondo problema – continua Brotzu – è la costante mancanza di rispetto da parte dell’uomo. Occorre ridurre il carico antropico sulle dune e attorno ai ginepri, a cominciare dal campeggio che deve essere non solo vietato, ma realmente impedito e perseguito. Ma ritengo sbagliato anche l’uso a mo’ di punto di appoggio che molti bagnanti fanno di quei ginepri. Di certo danneggia le piante e aiuta la diffusione delle fungo».
Un altro aspetto legato alla mancata tutela dei ginepri è il taglio indiscriminato – spesso su commissione e a pagamento – di rami che poi vengono intagliati e vanno ad arredare le seconde case del territorio.
Molto critico anche il naturalista Domenico Ruiu. «Capo Comino è un ecosistema con straordinarie peculiarità – dice – si pensi alle dune o al vicino stagno di S’ena e sa chitta dove stazionano tantissime specie di uccelli rari, dai fenicotteri ai cavalieri d’Italia. È nostro dovere salvaguardare questo ambiente». In che modo? «Personalmente non sono mai per i divieti assoluti, perché credo che basti applicare le norme in vigore. E dunque basterebbe vigilare efficacemente sul divieto di campeggio, sul taglio dei ginepri, sul passaggio dei fuoristrada che è molto diffuso. Poi bisogna educare i turisti e la popolazione a un maggiore rispetto per il territorio che, lo ricordo, abbiamo in prestito con il preciso dovere di restituirlo intatto alle future generazioni».
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