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Nuoro

la denuncia del consigliere luigi crisponi

Rilancio del Nuorese: «Dalla Regione solo chiacchiere»

Rilancio del Nuorese: «Dalla Regione solo chiacchiere»

NUORO. «La Giunta regionale, dopo le proteste del mondo delle imprese e degli amministratori locali, sembra essersi destata dal suo sonnacchioso procedere con il Piano di rilancio del Nuorese». Ma...

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NUORO. «La Giunta regionale, dopo le proteste del mondo delle imprese e degli amministratori locali, sembra essersi destata dal suo sonnacchioso procedere con il Piano di rilancio del Nuorese». Ma Luigi Crisponi, il consigliere regionale dei Riformatori, teme che la decisione dell’assessore agli affari generali Filippo Spanu di convocare la cabina di regia, a Nuoro, per il 29 marzo, sia solo fumo negli occhi. «A occhio e croce l’incontro di fine marzo sarà il settantesimo tra tavoli politici, tavoli tecnici, partenariati, protocolli d'intesa e gruppi di valutazione. Insomma, una valanga di chiacchiere senza che ancora vista sia stato messo sul piatto il becco d’un quattrino per le iniziative già selezionate». Come denuncia Crisponi «le imprese e i comuni ancora non sono quali torture burocratiche dovranno subire per veder realizzati i fortunati dieci progetti individuati dalla Regione nel piano di rilancio di Nuorese, sui 146 che avevano presentato istanza di finanziamento». Il consigliere regionale auspica che nel prossimo incontro l’assessore Spanu «chiarisca il motivo per cui i piani di rilancio relativi all’Ogliastra e alla Gallura siano in dirittura d’arrivo e abbiano sorpassato quello del Nuorese». Per questo Crisponi ha presentato un’ interrogazione al Presidente della Regione per verificare se vi siano state disparità nel trattamento fra il Piano del Nuorese e gli altri due progetti di rilancio. «Sarà anche l’occasione per verificare la promessa fatta a suo tempo da Francesco Pigliaru che aveva dichiarato che le risorse per il Nuorese, pari a 81 milioni di euro, sarebbero potute aumentare». «Per ora l’unica cosa che cresce è il diffuso malcontento nei confronti della Regione insieme alle preoccupazioni per la cronica mancanza di finanziamenti», conclude Crisponi.

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