La Nuova Sardegna

Nuoro

Ail, 25 anni di volontariato a sostegno dei pazienti

di Luciano Piras
Ail, 25 anni di volontariato a sostegno dei pazienti

Dal reparto di Ematologia alla Casa d’accoglienza e alle borse di studio Il presidente Leone Soddu: «I soldi delle nostre campagne li utilizziamo così»

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NUORO. Una Casa d’accoglienza, con 14 posti letto e un intero settore sterile (camera con bagno, guardaroba e cucinino), destinata a ospitare a titolo totalmente gratuito pazienti e loro familiari. È la Casa dell’Ail, davanti all’ospedale San Francesco, in via Mannironi. L’orgoglio della sezione nuorese dell’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma. È qui che fino all’altro giorno, dall’inizio dell’anno, hanno trovato casa 34 persone, 42 presenze in tutto, per 263 giorni di permanenza. Il bilancio delle attività del 2016 ha chiuso con 118 persone ospitate, 155 presenze, per un totale di 1.612 giorni di permanenza. Sono soltanto alcuni dei numeri che fanno il vanto di questa struttura silenziosa frutto di tante donazioni raccolte nel corso degli anni dall’Ail nuorese. «Lo dico con orgoglio: l’Ail nazionale ci lascia l’intero ricavato delle nostre campagne» spiega subito Leone Soddu, presidente del sodalizio barbaricino, volontario infaticabile che non risparmia anima e corpo pur di aiutare il prossimo.

«Paghiamo soltanto la quota di adesione e le spese vive dei materiali... locandine, manifesti» chiarisce. «Ecco perché invito i donatori a fare più attenzione quando vogliono dare il proprio contributo. È bene che si informino bene sull’associazione che intendono sostenere. Vado al sodo: l’Ant, l’Associazione nazionale tumori, che ha sede a Bologna, viene anche qui a Nuoro a vendere le uova di Pasqua qualche giorno prima di noi, ma non mi risulta che loro abbiano in Sardegna alcun impegno di natura assistenziale. Noi invece facciamo fronte anche alle spese dei nostri pazienti che sono costretti ad andare fuori dalla Sardegna, per curarsi». Ottantasette anni da compiere il prossimo giugno, battagliero nato, Leone Soddu è in prima fila con l’Ail di Nuoro fin dalla sua costituzione, nel 1992 (l’Ail nazionale è stata fondata a Roma nel 1969). E da subito è stato vice presidente (assieme al compianto Mario Filia); dal 2002 è presidente, al comando di un piccolo grande esercito formato da 180 collaboratori sparsi in città e in altri 46 comuni della provincia. Quarantatré gli enti che danno il proprio aiuto alla vendita delle Stelle di Natale e delle Uova di Pasqua, «che costituiscono la principale fonte di finanziamento dell’associazione» sottolinea Leone Soddu. «A questa, si aggiungono poi le numerose offerte che ci danno moltissime persone che sanno bene dove andranno i loro soldi» va avanti il presidente. L’Ail, infatti, che gode dell’alto patrocinio del presidente della Repubblica, ha un altro grande vanto tutto nuorese, oltre la Casa d’accoglienza: il sostegno incondizionato al reparto di Ematologia dell’ospedale San Francesco. «In 25 anni di attività abbiamo messo a disposizione dell’Ematologia circa 2milioni di euro, per l’acquisto di apparecchiatura di alta tecnologia e degli arredi».

Venticinque anni che ricorrono a novembre prossimo, anche se verranno festeggiati probabilmente il 27 maggio. Venticinque anni di impegno al fianco dei pazienti e dei loro familiari («vanno sempre sostenuti, è fondamentale» ripete Leone Soddu), come pure di promozione della ricerca, con 50 borse di studio assegnate a medici e specialisti in genere. «Abbiamo anche una dottoressa a domicilio, a totale carico dell’Ail, che soltanto nell’anno scorso ha effettuato 172 trasfusioni di sangue in loco. E sosteniamo anche il laboratorio per la diagnostica molecolare, unico in Sardegna, uno dei 10 in Italia».

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