Una cooperativa sociale nei terreni comunali
Due ettari nella piana di Taccu verranno destinati alla coltivazione degli ortaggi Verrà inoltre potenziato un progetto di vigna didattica partito un anno fa
LOCERI. Il futuro affonda le radici nel passato, in un lembo di terra incolto da decenni che l’amministrazione di Loceri ha affidato a una cooperativa sociale. Due ettari di territorio comunale nella piana di Taccu, a poca distanza dalla chiesetta campestre del Sacro Cuore, dove a breve i tre soci, ai quali presto se ne aggiungerà un quarto, lavoreranno per dissodare il terreno. Un ettaro sarà coltivato ad ortaggi mentre nell’altro verrà potenziato il progetto di vigna didattica partito un anno fa.
L’idea di affidare ad una cooperativa di tipo B (imprese sociali destinate all'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati) è stata messa nero su bianco in un delibera di giunta, appena approvata dall’amministrazione guidata da Roberto Uda. E così l’Agrieco Serena, questo il nome della coop, ha potuto muovere i primi passi nella piana grazie al progetto “Terra ai giovani”.
Tra i soci c’è anche Fabio Contu, tornato nel suo paese dopo anni da emigrato. «L’agricoltura – spiega l’uomo che ha scelto di tornare a Loceri dopo aver fatto i conti con la crisi – con i suoi tempi non certo frenetici, con gli spazi più dilatati, e con il diretto contatto con la natura favorisce processi di integrazione sociale».
L’obiettivo è doppiamente ambizioso: favorire l’inserimento lavorativo nel mercato del lavoro di persone che per varie ragioni sono rimaste ai margini dei processi produttivi e far fruttare la terra da tempo abbandonata.
«Vogliamo partire dalla coltivazione dei terreni destinati alla produzione di ortaggi. Il reddito iniziale – prosegue il socio della cooperativa – potrà essere reinvestito per il potenziamento del vigneto».
Non sarebbe una cattiva idea neanche quella di rifornire di prodotti a chilometro zero, rigorosamente bio, la mensa scolastica del centro ogliastrino, in una sinergia con il comune che consentirebbe ai soci di piazzare le loro produzioni.
L’idea stuzzica anche il sindaco Roberto Uda, che dopo aver assegnato il terreno comunale potrebbe ritrovarsi con un “produttore” di fiducia a chilometro zero per i bimbi delle scuole. «Ho sostenuto con convinzione questa iniziativa di cooperazione e intendo integrarla collegandola ad azioni di tipo turistico come i bed and breakfast e culturale con il museo sull’agricoltura».
Certo il percorso è solo all’inizio e nei prossimi nove anni, tanto dura l’affidamento, si potrà stabilire se la ricetta è quella vincente. «Credo sia ancora presto per vedere i risultati – conclude Fabio Contu – ma è una scommessa che vogliamo vincere. Vorremmo che questa realtà cresca e diventi un punto di riferimento per tutto il territorio ogliastrino».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
