«Il processo va celebrato a Lanusei»
Rapine ai portavalori, gli avvocati contro il trasferimento: «Pronti a scioperare»
LANUSEI. Sciopero ad oltranza delle toghe ogliastrine contro il trasferimento del maxi processo alla banda dei portavalori. Lo ha deciso all’unanimità l’assemblea degli avvocati che, ieri mattina, si è riunita a Lanusei su convocazione del presidente del Consiglio dell’Ordine Gianni Carrus. Una convocazione necessaria sull’onda delle voci, sempre più insistenti e fondate, che danno come certo lo spostamento delle udienze a carico dei 31 imputati ritenuti componenti o fiancheggiatori della banda, dal tribunale ogliastrino a Cagliari o a Nuoro. Due le relazioni che chiuderebbero le porte al processo. Un primo parere negativo da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di Cagliari, e un secondo del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello. Riguarderebbero sia il Palazzo di giustizia di Lanusei sia la sede alternativa individuata nella sede dell'ex Provincia Ogliastra di Scal'e Murtas. Secondo questi pareri ci sarebbero problemi insormontabili, collegati alla precaria ed insicura rete viaria e, in particolar modo, al collegamento tra Lanusei e Cagliari. Sarebbe questo il maggiore e principale ostacolo alla celebrazione del processo in Ogliastra. Per il provveditorato la maggiore criticità, insuperabile, è lo stato della statale 125, rete stradale con gallerie e curve a gomito a fitta vegetazione con problemi di sicurezza per il trasferimento dei detenuti. In tribunale mancherebbero i servizi igienici mentre l’intervento nello stabile provinciale, valutato in 200mila euro, costerebbe troppo. Anche il procuratore generale metterebbe l’accento sulla mancanza di sicurezza. Sempre da queste comunicazioni non emergerebbero proposte di interventi mirati sulle aule del Palazzo di giustizia. Gli avvocati, dal canto loro, si oppongono a «qualsiasi ipotesi che porti alla celebrazione del processo in primo luogo fuori dal Palazzo di giustizia ed, in ultima analisi, lontano da Lanusei» e sono pronti a «contrastare in ogni modo, con ogni tipo di iniziativa formale e sostanziale, compresa la proclamazione di una eventuale astensione dalle udienze, nonché impugnazione degli atti adottati». Ma non solo. Questo trasferimento sarebbe il preludio a ciò che le toghe ogliastrine temono di più, e cioè lo smantellamento del presidio. «Se confermate, queste indiscrezioni sarebbero una forma di elusione e superamento in fatto della, ad oggi, superata riforma della geografia giudiziaria comportando lo svuotamento dell’attività giurisdizionale e l’evidente palese violazione del diritto alla giustizia dell’intero territorio ogliastrino, oltre che una ipotizzabile violazione dei principi di rango costituzionale». L'assemblea, autoconvocata per martedì prossimo, ha deliberato l’astensione dalle udienze e la richiesta degli atti per verificare se i tribunali di Nuoro e Cagliari siano, a loro volta, a norma. (g.f.)
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