Una lettera con proiettili a un dipendente della Cofely
Misterioso episodio nei giorni scorsi contro un dipendente della società capofila del progetto di finanza dell’Asl 3. Nella sede della multinazionale “Engie”, che ha modificato di recente il nome da...
Misterioso episodio nei giorni scorsi contro un dipendente della società capofila del progetto di finanza dell’Asl 3. Nella sede della multinazionale “Engie”, che ha modificato di recente il nome da quello più noto di “Cofely”, in via Pasquale Paoli, è stata recapitata una lettera minatoria con all’interno alcuni proiettili. Neanche una parola ad accompagnare il minaccioso avvertimento. La busta gialla era indirizzata a un manutentore, ritenuto un’ottima persona, benvoluto e stimato da tutti, colleghi di lavoro e dirigenti dell’azienda. L’impiegato della “Engie” addetto al ritiro della corrispondenza si è reso conto che c’era qualcosa di strano non appena l’ha ritirata e ha immediatamente avvertito i vertici della società che hanno provveduto a convocare il dipendente finito nel mirino. Il lavoratore è rimasto stupito e senza neppure aprire il plico si è diretto immediatamente nella caserma dei carabinieri dove ha presentato denuncia e consegnato la busta con i proiettili. I militari hanno immediatamente inviato tutto ai Ris di Cagliari per gli accertamenti scientifici e poter eventualmente risalire all’autore del gesto. All’interno della “Engie” la tensione è altissima. La multinazionale è infatti la società capofila del Pssc (Polo sanitario della Sardegna centrale) che nel 2007 si era aggiudicato l’appalto del Project Financing dell’Asl 3 di Nuoro, annullato in autotutela. Dopo 10 anni tribolati, il progetto di finanza era finito sotto la lente dell’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione) diretta da Raffaele Cantone che l’ha definito illegittimo perchè privo del requisito fondamentale: la mancanza del rischio d’impresa.
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