Video virali: Trump e le patate di Ollolai
È la moda del momento: il presidente degli Stati Uniti commenta anche il prezzo del latte
OLLOLAI. È la moda del momento. Alzi la mano chi non ha ancora ricevuto sul suo smartphone un video creato con una comune applicazione che permette di modificare spezzoni di scene più o meno famose impostandone nuovamente l’audio. È così che la nuova frontiera dello sfottò viaggia sui social, sopratutto sulle piattaforme di messaggistica istantanea. Via libera quindi alla creatività di chi decide di prestare la sua voce, possibilmente in sardo, per mettere in risalto in maniera divertente situazioni comuni, ma anche condizioni di disagio legate a problematiche sociali o economiche, o che riprendono i secolari campanilismi che esistono tra le comunità. Enfatizzare determinati comportamenti o caratteristiche esasperando i toni, con l’utilizzo anche di personaggi famosi come Barack Obama o Donald Trump ad esempio. Quest’ultimo in un video afferma di fronte a una vasta platea che «sono buone le patate di Gavoi, ma sono migliori quelle di Ollolai» o viceversa a seconda di chi confeziona il video, raccogliendo l’applauso del pubblico. Ma anche l’uomo a cui bussano alla porta e, appena capisce che sono i tecnici di Abbanoa, scatena l’inferno con il suo bazuka. O quelli sul prezzo del latte ovino, quest’anno sceso ai minimo storici, che è stato oggetto di diverse parodie. Una scena tratta da un film ad esempio dove si ironizza sul fatto che debba essere pagato ad un euro al litro, scatenando l’ilarità dei commensali seduti a pranzo che non riescono a trattenere le risate. Non mancano personaggi famosi come Gianfranco Zola, il mito del calcio olianese di cui parla Donald Trump, sempre durante un comizio, quando rivolto a un bambino chiede come si chiama la piazza olianese (che ovviamente non esiste) dedicata al grande calciatore: la piaz-zola risponde il piccolo. C'è anche il video che circola ancora nel mondo agropastorale, sulla fantomatica notizia del contagio della peste suina anche agli umani, con testimonianze di personaggi sardi famosi che parlano della loro personale esperienza in modo decisamente grottesco. E ancora i lodinesi ironizzano sui “tubarinos” di Gavoi, con un uomo che al telefono afferma disperato che “sono dappertutto, in ogni festa. Non ne posso proprio più”. E come capita quando si fa un utilizzo esagerato di determinati strumenti, a volte si scade nell'offesa. Situazione aggravata dal fatto che la diffusione è veramente virale e supera i confini della comunità stessa.
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