Via Mughina, ancora un mese di passione «Riaprirà a maggio»
L’annuncio del sindaco Soddu alla riunione sulla viabilità La polemica sui lavori, aggiudicati con un ribasso del 34%
NUORO. Via Mughina dovrebbe essere riaperta al traffico entro un mese, dunque nella prima settimana di maggio. Parole del sindaco Andrea Soddu che giovedì è intervenuto alla riunione congiunta dei consigli comunali di Oliena, Orgosolo e Dorgali convocata sul tema dei gravi disagi della viabilità nel Nuorese. Il caso Mughina era uno dei punti caldi, visto che i cittadini di Oliena e Orgosolo in particolare sono i maggiormente penalizzati dalla chiusura, ormai da quasi due mesi, di un ingresso fondamentale della città. Incalzato dai colleghi sindaci, Soddu ha risposto che il direttore dei lavori e l’impresa ritengono, salvo ulteriori imprevisti, di poter consegnare i lavori entro quattro settimane. Da considerare che non si tratta di un’opera definitiva, visto che a cantiere aperto sarebbero venuti alla luce ulteriori cedimenti del terreno (un autentico buco, dice il sindaco) tali da richiedere un intervento di consolidamento ben più massiccio. Per questo nei giorni scorsi la giunta Soddu ha chiesto e ottenuto dalla Regione la promessa di un ulteriore finanziamento di 200mila euro da utilizzare in una seconda fase di intervento, ancora da programmare e dunque ininfluente in questa fase d’urgenza.
Ma per quale motivo si è scoperto soltanto in corso d’opera che i lavori da eseguire erano molto più importanti di quelli previsti inizialmente? Su questo punto è particolarmente critico il consigliere comunale all’opposizione Pierluigi Saiu, che ieri ha presentato un’interrogazione in cui chiede, oltre che lumi sulla conclusione degli attuali lavori, «quanto costerà il secondo intervento di messa in sicurezza del tratto stradale e quando è previsto l'inizio dei lavori»; ancora, «se sono già disponibili le risorse per l'intervento, se sono state fatte delle indagini preliminari, che esito hanno dato e se queste sono attendibili». Saiu vuole infatti capire «quali fattori abbiano determinato la mancata valutazione della necessità di un secondo intervento quando si è deciso di effettuare il primo». In sostanza Saiu vuole sapere per quale motivo al momento dell’aggiudicazione dell’appalto (giugno 2016) o appena prima dell’inizio dei lavori (14 febbraio scorso, con consegna prevista entro 90 giorni)) non siano stati compiuti ulteriori accertamenti sul terreno oggetto dei lavori, alla luce delle emergenze legate al maltempo successive al 2013, a cominciare da indagini geologiche più approfondite, così da capire in anticipo l’effettiva consistenza del pericolo di cedimento della strada.
L’altro elemento riguarda i rapporti tra l’impresa che si è aggiudicata l’appalto, la Coar srl di Tortolì, e l’amministrazione. Bocche cucite in Comune su eventuali contrasti sorti dopo l’avvio dei lavori, soprattutto su alcuni aspetti legati al subappalto o a determinati affidamenti. Sembra che il problema sia da ricercare in questo ambito, come dimostrerebbe il fatto che il cantiere sia rimasto sostanzialmente fermo per una settimana, prima dell’accelerazione degli ultimi giorni.
I lavori di messa in sicurezza di Mughina, quelli originari almeno, sono stati appaltati grazia a una finanziamento di 135mila euro assegnato dalla Fondazione Banco di Sardegna all’indomani dell’alluvione del novembre 2013. L’aggiudicazione è avvenuta tramite procedura negoziata (senza previa pubblicazione del bando di gara, come previsto dalle norme sugli appalti sotto i 150mila euro) che prevedeva (in base alle norme in vigore sino ad allora, febbraio 2016) l’invito a partecipare a un numero determinato di imprese, selezionate dallo stesso Comune, e quindi presumibilmente di sua fiducia. Avevano risposto in sette, e in base al criterio del prezzo più basso era stata la Coar srl (amministratore Franco Ammendola) con un ribasso del 34 per cento, ad aggiudicarsi l’appalto per l’importo di 87mila euro. (p.me.)
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