La Nuova Sardegna

Nuoro

A Sant’Onofrio un museo nel segno di Satta e Ciusa

La proposta di Angelo Altea, animatore dei Martedì letterari «Ridiamo vita alla statua del poeta e al sogno dello scultore»

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NUORO. Nel 2017 ricorre il centocinquantesimo anniversario della nascita del poeta Sebastiano Satta, insieme al cinquantenario della piazza a lui dedicata dal Comune di Nuoro e realizzata da Costantino Nivola. Potrebbe essere l’occasione per un ulteriore tributo della città a uno dei suoi più illustri personaggi, dice Angelo Altea, giornalista ed ex deputato, animatore dei Martedì letterari del Caffè Tettamanzi. Proprio in occasione di uno di questi incontri culturali, che continuano a registrare successo di pubblico di tutte le età, si è parlato diffusamente del monumento dedicato dallo scultore Francesco Ciusa all’amico Sebastiano Satta e collocato sulla cima del colle Sant’Onofrio, dove l’incuria e gli atti vandalici lo hanno letteralmente devastato. Bene, Altea e gli amici del cenacolo letterario del martedì propongono ora che il monumento vada finalmente restaurato e inoltre che si recuperi un’idea proprio di Francesco Ciusa sull’intero parco di Sant’Onofrio.

Per questo motivo Altea ha scritto una lettera aperta al sindaco e al consiglio comunale. «Si tratta di una proposta che, nella sostanza, recupera l’idea originaria di Francesco Ciusa, il quale fu il primo a pensare alla collocazione nel colle diSant’Onofrio. Secondo Ciusa il monumento a Satta doveva essere la tappa finale di un percorso artistico che avrebbe trasformato il colle di Sant’Onofrio in un grande museo all’aperto».

Ed ecco la proposta: «Al posto dell’originario monumento a Sebastiano Satta di Francesco Ciusa si può collocare una copia realizzata da artisti all’altezza del compito. Si supererebbero così le obiezioni della Soprintendenza rispetto al restauro dell’opera originaria. Non è cosa nuova: le principali opere d’arte delle grandi città come Roma e Firenze sono delle copie che hanno consentito di sottrarre tanti capolavori all’ingiuria del tempo.- Il mai realizzato museo della scultura a cielo aperto potrebbe vedere il via collocando a Sant’Onofrio le opere presenti in città in luoghi inadatti e per questo poco fruibili o quelle che eventualmente giacessero nei magazzini delle amministrazioni pubbliche in attesa di trovare una degna collocazione. Replicare infine l’appello di Ciusa agli scultori sardi per la donazione di un’opera da destinare al nuovo museo».

Altea propone di nominare un responsabile scientifico dell’operazione («penso a Cristiana Collu, attuale direttrice della Galleria nazionale d’arte Moderna di Roma, dove è esposta La madre dell’ucciso di Ciusa») al quale affiancare un comitato di intellettuali cittadini presieduto dal sindaco. «Sarebbe un modo di rendere omaggio a due grandi concittadini e contemporaneamente sottrarre il parco di Sant’Onofrio a uno storico degrado», conclude Angelo Altea. (p.me.)

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