Crisi di Ottana, si punta alla filiera del pet
Gli operai: «Vogliamo chiarezza sul futuro dell’industria. Il nostro obiettivo è rientrare al lavoro»
OTTANA. All’indomani del sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento e dell’affollata assemblea aperta di tutti i lavoratori dell’area industriale (ex Legler, Ottana Polimeri, Ottana Energia e imprese di manutenzione), dei sindaci del territorio e dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, che si è tenuta l’altro ieri al polivalente di Ottana, i cassintegrati di Ottana Polimeri, ribadiscono, ancora una volta, gli obiettivi della loro lotta.
«Le cause della nostra protesta – sottolineano in un comunicato – sono note ormai da tempo: tutte le nostre azioni puntano esclusivamente al riavvio delle produzioni esistenti nel sito di Ottana e, cioè, alla ripresa della filiera del pet». I lavoratori spazzano il campo da qualsiasi interpretazione che punti a diversificazioni produttive o a progetti del tutto indefiniti. «La nostra vertenza – fanno sapere – non deve essere strumentalizzata per altri fini. Il nostro obiettivo è il rientro al lavoro di tutte le maestranze dirette e indirette». E, quindi, dei chimici e degli operai manutentori delle imprese esterne. L’obiettivo strategico è, insomma, il riavvio nel suo complesso del sito industriale con Ottana Polimeri, Ottana Energia e indotto. Con la riattivazione delle produzioni interrotte tre anni fa. «L’altro ieri – puntualizzano i lavoratori di Ottana Polimeri la cui cassa integrazione scadrà a settembre 2017 – insieme ai lavoratori di Ottana Energia abbiamo tenuto un sit-in presso i cancelli dello stabilimento. Successivamente, su invito del sindaco di Ottana, Franco Saba, siamo intervenuti all'assemblea pubblica che si tenuta per affrontare i temi della crisi del lavoro nel centro Sardegna e sulla situazione drammatica degli ex lavoratori Legler. Giudichiamo positivamente questi momenti di incontro e discussione e ringraziamo per questo l’amministrazione comunale di Ottana. Siamo, tuttavia, consapevoli – si sottolineano nella nota – che per ottenere il riavvio delle produzioni occorre un provvedimento che metta la centrale di Ottana Energia in condizioni di garantire energia e utilities a prezzi competitivi e vincolati al ripristino generale del sito industriale con tutte le ampie ricadute occupazionali che ne deriverebbero».
Il riavvio della centrale elettrica, insomma, è il punto di partenza per il rilancio produttivo di tutta l’area. «L’ottenimento di questo risultato – sottolineano i lavoratori – consentirebbe non solo di salvare i nostri posti di lavoro, ma anche di svelare le reali intenzioni di tutti i soggetti interessati». (f.s.)
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