La Nuova Sardegna

Nuoro

Ortobene, flash mob dei ciclisti

di Nino Muggianu
Ortobene, flash mob dei ciclisti

Domani manifestazione degli appassionati di bici contro le accuse di vandalismo

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NUORO. Tutto pronto per il flash mob in programma sabato 29 sul Monte Ortobene. Il mondo dei biker nuoresi si mobilita al grido: «I ciclisti non inquinano e non sono vandali». La pacifica dimostrazione di domani mattina è scaturita dalle polemiche e dalle accuse di danneggiamento del territorio definite più che , ingiustificate dai portavoce del gruppo sportivo nuorese “Monte’n bike” che conta decine di appassionati amanti sicuramente più di altri della natura da vivere in sella a una biccletta.

Secondo i bikers, le cose sentite in questi ultimi tempi sull’Ortobene sarebbero “al limite del ridicolo”. Non si possono opporre a semplici appassionati che, senza scopo di lucro provano a organizzare manifestazioni sportive e ambientalistiche, dei vincoli tali da scoraggiarli. «Forse bisognerebbe essere più chiari e dirci direttamente non si può fare nulla – hanno spiegato i ciclisti –, anziché arrivare a vietare una manifestazione regionale di mountain bike per evitare di disturbare l’aquila o di impattare il cervo sardo con le bici. E non si può sostenere – hanno insistito i portavoce di “Monte’n bike” – che i sentieri vengono consumati dalle bici se si pensa che in Liguria i sentieri resistono al passaggio di milioni di biciclette per 11 mesi all’anno e non accusano alcun problema. Raccogliere due pietre e fare un salto o pulire dai rovi un vecchio sentiero dismesso dovrebbero essere cose meritorie e non un capo d’accusa verso i bikers. Chi frequenta e conosce il Monte Ortobene può vedere che, se i sentieri non vengono più percorsi dai pedoni o dalle bici, in brevissimo tempo tornano al loro stato iniziale e non accusano degrado».

La versione dei ciclisti sottolinea anche esempi virtuosi di utilizzo dei sentieri. «Ci chiediamo – hanno concluso i bikers – perché e a chi convenga continuare questa politica di non gestione di chiusura totale che non porta nessun beneficio. Si preferisce dimenticare l’inquinamento elettromagnetico delle antenne a “Cuccuru Nigheddu”, il campo di tiro al volo (con buona pace del disturbo per i volatili) che ora è dismesso e non è mai stato bonificato, il campo sportivo in completo abbandono, le case costruite abusivamente e gli impianti fognari non controllati, l’inquinamento delle falde acquifere, il mancato intervento del Comune per creare un comitato per la gestione del Monte e ridiscutere con gli organi competenti della Zps e della sua riperimetrazione. Tra tutti questi problemi si è invece scelto di combattere il peggiore: la bicicletta. Non è giusto».

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