Ortobene, flash mob dei ciclisti
Domani manifestazione degli appassionati di bici contro le accuse di vandalismo
NUORO. Tutto pronto per il flash mob in programma sabato 29 sul Monte Ortobene. Il mondo dei biker nuoresi si mobilita al grido: «I ciclisti non inquinano e non sono vandali». La pacifica dimostrazione di domani mattina è scaturita dalle polemiche e dalle accuse di danneggiamento del territorio definite più che , ingiustificate dai portavoce del gruppo sportivo nuorese “Monte’n bike” che conta decine di appassionati amanti sicuramente più di altri della natura da vivere in sella a una biccletta.
Secondo i bikers, le cose sentite in questi ultimi tempi sull’Ortobene sarebbero “al limite del ridicolo”. Non si possono opporre a semplici appassionati che, senza scopo di lucro provano a organizzare manifestazioni sportive e ambientalistiche, dei vincoli tali da scoraggiarli. «Forse bisognerebbe essere più chiari e dirci direttamente non si può fare nulla – hanno spiegato i ciclisti –, anziché arrivare a vietare una manifestazione regionale di mountain bike per evitare di disturbare l’aquila o di impattare il cervo sardo con le bici. E non si può sostenere – hanno insistito i portavoce di “Monte’n bike” – che i sentieri vengono consumati dalle bici se si pensa che in Liguria i sentieri resistono al passaggio di milioni di biciclette per 11 mesi all’anno e non accusano alcun problema. Raccogliere due pietre e fare un salto o pulire dai rovi un vecchio sentiero dismesso dovrebbero essere cose meritorie e non un capo d’accusa verso i bikers. Chi frequenta e conosce il Monte Ortobene può vedere che, se i sentieri non vengono più percorsi dai pedoni o dalle bici, in brevissimo tempo tornano al loro stato iniziale e non accusano degrado».
La versione dei ciclisti sottolinea anche esempi virtuosi di utilizzo dei sentieri. «Ci chiediamo – hanno concluso i bikers – perché e a chi convenga continuare questa politica di non gestione di chiusura totale che non porta nessun beneficio. Si preferisce dimenticare l’inquinamento elettromagnetico delle antenne a “Cuccuru Nigheddu”, il campo di tiro al volo (con buona pace del disturbo per i volatili) che ora è dismesso e non è mai stato bonificato, il campo sportivo in completo abbandono, le case costruite abusivamente e gli impianti fognari non controllati, l’inquinamento delle falde acquifere, il mancato intervento del Comune per creare un comitato per la gestione del Monte e ridiscutere con gli organi competenti della Zps e della sua riperimetrazione. Tra tutti questi problemi si è invece scelto di combattere il peggiore: la bicicletta. Non è giusto».
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