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Nuoro

In udienza prende a calci e pugni la ex

In udienza prende a calci e pugni la ex

Un imprenditore arrestato dai carabinieri nell’aula del Tribunale. Era accusato dalla donna di maltrattamenti e abusi

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NUORO. Presa a calci e pugni dal marito davanti al giudice. È successo ieri mattina, al Tribunale di Nuoro, mentre era in corso un’udienza preliminare del processo che vede un imprenditore imputato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. La donna ieri, intorno alle 9, si è presentata al quarto piano del palazzo di giustizia per essere ascoltata, in qualità di persona offesa, nel corso di un incidente probatorio. La donna, una trentenne, ha deciso di denunciare il marito più di un anno fa, anche per proteggere i loro due bambini, ancora piccoli .

I due ieri mattina si sono rivisti per la prima volta, dopo mesi. In aula c’erano il gup Claudio Cozzella, il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli e il difensore dell’uomo, l’avvocato Gianluca Sedda (l’udienza era a porte chiuse). Quando la donna è stata chiamata dal giudice per deporre, l’ex marito le si è scaraventato addosso all’improvviso, come una furia. Prima le ha dato tre pugni in faccia, poi l’ha presa a calci alla schiena. La donna ha perso l’equilibrio e ha battuto violentemente la testa contro un tavolo. «È successo tutto all’improvviso – ha raccontato chi ha assistito alla scena – L’uomo era seduto accanto al suo difensore, poi, quando ha visto la moglie entrare in aula, ha perso la testa e l’ha colpita più volte». Inutili i tentativi del difensore e dei magistrati di bloccare l’uomo. Solo dopo l’intervento dei carabinieri, chiamati dai funzionari di cancelleria, l’uomo si è calmato. «Mi hai rovinato la vita, ti odio», ha continuato a urlare mentre veniva portato fuori dall’aula con la forza. I militari lo hanno arrestato e ora si trova rinchiuso nel carcere di Badu ’e Carros. La donna, invece, è stata soccorsa dai medici del 118 e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco per accertamenti. È sotto choc, ma non ha riportato lesioni gravi.

«Una scena terribile – hanno commentato gli avvocati che ieri affollavano le aule del tribunale – Ormai i drammi familiari sempre più spesso si trasferiscono nelle aule del tribunale». Proprio a Nuoro, 20 anni fa, è nato il primo centro antiviolenza. «Ho parlato con la vittima dell’aggressione – ha detto Luisanna Porcu, direttrice di Onda Rosa – È sconvolta da quanto successo, non si aspettava una reazione simile da parte del marito. Purtroppo questo non è un episodio isolato. La violenza sulle donne, è vero, è sempre esistita. Negli ultimi anni, però, stanno aumentando le denunce, perché c’è una maggiore consapevolezza da parte delle donne. Per contrastare la violenza di recente è stato istituito il numero nazionale 1522: le donne vengono messe in contatto con il centro antiviolenza più vicino. È un piccolo passo, ma importante. Per affrontare questa emergenza è necessaria una rivoluzione culturale, a partire dalla famiglia e dalla scuola. Il vero salto di qualità lo avremo solo quando la parità di genere sarà sostanziale. Non prima». (g.z.)

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