La Nuova Sardegna

Nuoro

L’Exmè apre le porte al mercato agroalimentare

di Francesco Pirisi
L’Exmè apre le porte al mercato agroalimentare

Piazza Mameli, passati 13 anni dalla chiusura per ristrutturazione della struttura Nei fine settimana appuntamento con gli operatori di Campagna amica Coldiretti

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NUORO. A 13 anni dalla chiusura per la ristrutturazione, il mercato di piazza Mameli riapre le porte all’agro-alimentare. Nei box non più i commercianti storici, ma gli operatori della fiera Campagna amica di Coldiretti, già presente il martedì ai Giardini. Ieri l’inaugurazione, con la cornice di una gran folla, i saluti del sindaco Andrea Soddu, i canti nuoresi del coro Amici del Folclore. I festeggiati proprio loro, i 15 coltivatori e trasformatori lattiero-caseari, che ogni venerdì e sabato offriranno frutta, verdura, vini, formaggi e confetture, da Nuoro e dai paesi della provincia. Alessandro Melis, titolare di un’azienda agricola a Barisardo, parla per tutti: «Un’iniziativa importante per noi e i consumatori, che potranno acquistare nell’intero anno beni della terra e dell’allevamento di cui si conosce l’origine e il sistema di produzione». Ad alcune centinaia di metri dalla festa, il tono non è più trionfale. Ma è quello della protesta, di cui si fa portavoce Giovanni Giuseppe Atzeni, ex titolare del box nel mercato e poi transitato in piazza Crispi (vedi l’articolo a destra). Per il sindaco Soddu l’indirizzo storico ricompare, come per incanto, nel momento del vernissage, che è anche per la Coldiretti la prima fiera al chiuso in un capoluogo di provincia: «Il mercato civico riacquista il suo ruolo. Siamo contenti perché era un impegno dovuto nei confronti della popolazione». Da ieri dunque appuntamento per ogni fine settimana per le contrattazioni nei banconi bardati di giallo e verde dall’organizzazione agricola. Anzi, già si pensa di allargare la famiglia dei produttori e commercianti portandovi macellerie e banco del pesce. Il tutto nell’ottica della filosofia della filiera e del prodotto a chilometro “zero”, o quasi. Melis da Barisardo conferma: «Ciò che arriva sul bancone è coltivato in campo aperto, o in serra, durante la brutta stagione. Questo consente anche di ridurre al minimo i trattamenti fito-sanitari con prodotti chimici». Il mangiar sano può trovare una risposta costante. Il guadagno della categoria appare parimenti garantito, con fatturati per le aziende cresciuti del 70 per cento da quando la Coldiretti ha dato avvio alle fiere. Tanto che investire ancora è ormai un obbligo. Tra i passi futuri uno lo annuncia Simone Cualbu, allevatore di Gavoi, presidente provinciale di Coldiretti: «Si farà anche la preparazione di piatti della tradizione, alcuni menzionati nei romanzi di Grazia Deledda. Più in generale, ci preme un discorso culturale, affinché il cittadino conosca le aziende, gli operatori e i sistemi della coltivazione». Un primo appuntamento in questo senso sarà venerdì sera al bar Tettamanzi, del corso Garibaldi, in concomitanza con le manifestazioni per il Giro d’Italia di ciclismo, che il giorno dopo attraverserà le vie della città. Protagonisti proprio gli agricoltori che presenteranno la storia dell’azienda. La corsa rosa per i produttori affiliati alla Coldiretti è altre cose ancora. Durante le tappe in Sardegna e nella Penisola sarà allestito il banco del Pecorino solidale.

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