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Nuoro

Siniscola, ambulanti in spiaggia vietata la vendita del formaggio

di Mauro Piredda
Siniscola, ambulanti in spiaggia vietata la vendita del formaggio

Gli operatori locali hanno accolto con favore il regolamento per l’esercizio del commercio itinerante Domenico Carta: «Incentiviamo la vendita dei nostri prodotti ma all’interno del paese»

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SINISCOLA. L’ultima seduta consiliare ha adottato all’unanimità il regolamento per l’esercizio del commercio itinerante nelle aree pubbliche del demanio marittimo di competenza territoriale del Comune. La bozza originaria, portata all’attenzione dell’aula da parte della maggioranza, ha subito alcune modifiche a seguito dell’interlocuzione con le opposizioni. Uno dei temi sollevati riguardava le licenze da rilasciare per la vendita di formaggio. Secondo Nino Fronteddu, esponente di Zente Nova – Unione per Siniscola, la non idoneità del litorale a tali vendite cagionerebbe una «dequalificazione dell’offerta commerciale». La volontà di voler tutelare i produttori siniscolesi anche attraverso varie forme di incentivazione, ha convinto la maggioranza a eliminare la parte in questione. Interpellati sulla vicenda, diversi attori economici dediti alla produzione e alla trasformazione del latte ovino hanno manifestato il proprio consenso. Domenico Carta, pastore siniscolese sensibile alle tematiche del comparto e favorevole a uno stimolo finalizzato al consumo del formaggio locale, ha affrontato la tematica attraverso un ragionamento di ampio respiro legato al turismo e alle prospettive del centro urbano. «Se si incentiva l’acquisto del nostro formaggio – queste le sue parole – è un fatto positivo. Ma se si dovesse incentivare l’acquisto di tali prodotti dentro il paese sarebbe ancora meglio. In estate, in questo paese, non rimane anima viva. A volte non sembra nemmeno una località marina. Poi, una volta qui, il turista potrebbe dare ossigeno agli artigiani del posto. Bisogna pensare al futuro di Siniscola e al suo centro storico». Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Marrante, titolare di un caseificio e già amministratore locale (assessore dell’Agricoltura nella seconda Giunta guidata da Lorenzo Pau). Oltre ad aver salutato positivamente l’unanimità raggiunta in aula, Marrante ha elencato una serie di proposte per il rilancio dell’intero settore agroalimentare. «Sarebbe opportuna – ha dichiarato – una mappatura di tutte le aziende trasformatrici del territorio, dall’olio al formaggio passando per il miele, il vino e la pompia. Tale censimento darebbe forza a una campagna pubblicitaria veicolata in diverse lingue attraverso brochures e strumenti multimediali. Fondamentale un ufficio turistico, una segnaletica apposita, la creazione di un consorzio che unisca l’agroalimentare al sistema ricettivo. Non ci vogliono cifre esorbitanti per realizzare queste cose, occorre buona volontà». L’attività di Marrante è collegata al servizio di mensa scolastica nell’ottica della filiera corta: «Noi e altre aziende agroalimentari siamo fornitori dei nostri prodotti a Km 0 grazie alle scelte dell'amministrazione». Dal palazzo comunale, l’assessore Antonio Bellu ha confermato le intenzioni di «creare le condizioni favorevoli alla crescita del comparto e al commercio dei prodotti locali».

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