Il vescovo: «Voi di Forestas sentinelle dell’ambiente»
I dipendenti dell’ente hanno accolto Mosè Marcia nel parco di Tepilora Conclusa la visita pastorale: incontri con lavoratori, istituzioni locali e studenti
BITTI. Si è conclusa sabato la visita pastorale a Bitti del vescovo di Nuoro Mosè Marcia. Il prelato ha visitato la comunità religiosa e partecipato a incontri con le istituzioni, associazioni e singole persone, lì dove vivono e lavorano. Ha incontrato e i movimenti e sodalizi parrocchiali, le istituzioni scolastiche, civili e militari, il mondo del volontariato e quello del lavoro, i consigli pastorali, gli anziani e i malati. In particolare, quella di venerdì, è stata per il Vescovo una giornata particolare. Il calendario prevedeva infatti la celebrazione della messa nel Santuario della SS Annunziata, come sempre, in questo periodo dell'anno, popolato per lo svolgimento della novena. Ma prima Mosè Marcia ha fatto visita al cantiere forestale di Crastazza, principale porta del parco naturale regionale “Oasi di Tepilora”. Percorrendo parte della strada che da Bitti porta al santuario de s'Annossata, ha imboccato la strada bianca che dall’altopiano di Mamone si inoltra nell’area protetta; un percorso che da subito ha destato in lui curiosità e stupore. «Questa è una meraviglia della natura», ha commentato mentre lentamente il fuoristrada saliva la parte a sud di "Punta sa Donna", la cima più alta del territorio di Bitti. Da lì ha potuto ammirare un panorama e una vista a perdita d'occhio, che abbraccia la catena del Mont’Albo e l’altopiano bittese da una parte, e il mare della costa orientale della Baronia e della Gallura dall'altra. Un territorio candidato ad essere certificato “2MaB - Man and Biosphere" dall'Unesco, organismo delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Giunti all’ingresso dell’area demaniale, quando l’opera di rimboschimento dell’uomo inizia ad essere evidente agli occhi del visitatore, è stato quasi naturale ricordare alcuni passi dell'enciclica di Papa Bergoglio “Laudato si”, trattato pontificio sul rispetto dell’ambiente, e proprio per questo chiamata con la frase spesso ripetuta da San Francesco nel “Cantico delle creature”. All'arrivo alla casermetta, alle falde di Punta 'e Orteddu, il vescovo è stato festosamente accolto dai dipendenti dell’Ente Forestas. Dopo aver reso omaggio alla Madonnina di Crastazza, simulacro eretto dagli operai nel boschetto adiacente, si è piacevolmente intrattenuto con loro, informandosi sulle tipologie del lavoro nel cantiere e sulle grandi potenzialità che la salvaguardia dell'ambiente offre, quale eccellente e pregevole forma di occupazione e sviluppo sostenibile. «Voi siete le prime sentinelle, i primi veri guardiani di questa inestimabile ricchezza – ha detto rivolgendosi alle squadre e indicando il meraviglioso habitat circostante–. Continuate così, a difendere tutto ciò con animo bello e libero».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
