La Nuova Sardegna

Nuoro

Posada ricorda il missionario Cocu Tolu

di Sergio Secci

Manifestazioni e convegni a 300 anni dalla morte. Gesuita, operò nel sud Paraguay e in Argentina

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POSADA. Degli undici sacerdoti ai quali Posada ha dato i natali, Padre Juan Josè Coco Tolu, è sicuramente quello che ha avuto la vita travagliata.

Nato nel 1643 in un’abitazione del centro storico, seguendo le orme dello zio Bernardino già missionario in sud America, entra nella compagnia dei Gesuiti e nel 1673 viene ordinato sacerdote. Lo stesso anno parte in missione per il Paraguay, spostandosi poi in Uruguay e Bolivia sino a diventare il responsabile di tutte le missioni degli indios Chiquitos. A 74 anni, il 10 maggio del 1717 padre Tolu muore a San Rafael in Bolivia. A 300 anni dalla morte, Posada ha voluto ricordare don Coco Tolu con una serie di manifestazioni e un interessante convegno.

A scoprire le vicissitudini del sacerdote era stato anni fa Giacomino Zirottu, poi tutto era caduto nel dimenticatoio. Ci ha pensato don Stefano Paba, con un lungo lavoro di ricerca tra la Spagna e il Sud America, a trovare i tasselli che hanno permesso di completarne la biografia. Attraverso scritti e una recita, anche i bambini della scuola elementare hanno collaborato all’iniziativa con i disegni sulla sua vita realizzati da Domenico Satta. Dopo i saluti del sindaco Roberto Tola e del vescovo Mosè Marcia, è stato il teologo dell’ateneo di Cagliari don Fadda ad aprire i lavori. «La Sardegna deve molto alla compagnia di Gesù – ha detto – e anche don Coco a Posada ha ricevuto la chiamata».

Appassionante poi il racconto della sua vita fatto dal vice preside della facoltà teolgica don Roberto Caria. Sulle orme di ciò che avevano iniziato i Francescani e Agostiniani, anche i Gesuiti si sono recati in America per salvare gli indios dallo sfruttamento dei colonialisti creando strutture apposite in maniera originale e sapiente. Don Coco operò nel sud del Paraguay ai confini con l’Argentina spostandosi poi al nord dove ancora oggi ci sono delle Reduciones ancora attive.

Grazie al lavoro del sacerdote posadino e dei gesuiti, è stato possibile far arrivare ai giorni nostri la lingua del Guaranay creando grammatica e dizionari. Don Dionigi Spanu e Padre Francesco Maceri hanno infine completato la storia delle vicissitudini del sacerdote posadino elogiandone la virtù della prudenza e la lunga attività pastorale. In autunno Posada dedicherà anche una strada al padre Giovanni Giuseppe Coco Tolu.

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