La Nuova Sardegna

Nuoro

il cronista alla mostra del libro

Ruotolo: «La mia vita dopo le minacce»

di Paolo Maurizio Sechi
Ruotolo: «La mia vita dopo le minacce»

MACOMER. Nonostante le polemiche e l'assenza dell'associazione editori sardi la sedicesima edizione della Mostra del Libro “Diversi ma uguali. Identità e mutazioni in un Mediterraneo che cambia”,...

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MACOMER. Nonostante le polemiche e l'assenza dell'associazione editori sardi la sedicesima edizione della Mostra del Libro “Diversi ma uguali. Identità e mutazioni in un Mediterraneo che cambia”, incentrata soprattutto sui temi dell'immigrazione, ha fatto registrare un trend di crescita di circa il 10% rispetto agli anni precedenti che conferma la bontà del progetto culturale voluto dalla Regione e curato dal comune di Macomer. Numeroso il pubblico che ha visitato i padiglioni con oltre 2mila libri in esposizione curata in modo impeccabile dalla libreria Emmepi compresa la vasta sezione dedicata a quelli sardi e quella dei libri antichi e il laboratorio di restauro nell'ex Alas. «Nonostante l'assenza dell'Aes, per la quale esprimo rammarico, i libri sardi presenti alla mostra sono stati apprezzati da numerosi visitatori – afferma il Sindaco Succu –. Il Comune può dimostrare, carte alla mano, di aver fatto il possibile, in base alle norme vigenti, per coinvolgere l'associazione, di più non potevamo fare».

La mostra ha ospitato nei 4 giorni personaggi della cultura come Mario Piredda, Braina, Diego Fusaro, Stefano Bartezzaghi, Adriano Favole e Sandro Ruotolo.

Proprio quest'ultimo ha chiuso la rassegna con “Oltre i muri” dialogando con il giornalista Rai Paolo Mastino e soffermandosi su temi che riguardano l'immigrazione a cui si sta dedicano ultimamente con le sue inchieste. «Smettiamo di fare le guerre ridistribuendo la ricchezza per non avere profughi – afferma il giornalista –. I muri non risolvono nulla perchè è l'emarginazione che produce crimine mentre l'integrazione porta ricchezza. Il nostro paese invecchia e senza gli immigrati non avremo le pensioni, non facciamo figli ma allo stesso tempo non vogliamo immigrati, un'operazione suicida».

Ruotolo, arrivato alla mostra con auto blindata e scorta dopo la minaccia di morte ricevuta nel 2015 dal boss dei casalesi Michele Zagaria intercettato in carcere, ha parlato anche di come è cambiata la sua vita:«Mi complica l'attività professionale ma tra me e lui quello veramente libero sono io».

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