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Nuoro

Maxi evasione fiscale, il "re delle dicoteche sarde" in tribunale

Mario Mele nell'aula del tribunale di Nuoro (foto Locci)
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Mario Mele nell'aula del tribunale di Nuoro (foto Locci)

Mario Mele, accompagnato dagli agenti del carcere di Badu 'e Carros, si è presentato per la prima volta dopo l'arresto in Kenia

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NUORO.  Catturato in Kenya ai primi di aprile, il "re delle discoteche" sarde Mario Mele accusato di evasione fiscale di 17 milioni di euro si è presentato oggi 19 maggio nell'aula del tribunale di Nuoro per l'udienza del processo che lo vede imputato con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati fallimentari, societari e tributari, di bancarotta e reati fiscali.

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Mario Mele è arrivato in tribunale accompagnato dalle guardie del carcere di Badu 'e Carros in cui è detenuto. Davanti al collegio di giudici - presidente Giorgio Cannas, a latere Tommaso Bellei e Antonella Useli Bacchitta - hanno deposto tre testi del Pm Andrea Ghironi.

Un maresciallo della Guardia di Finanza ha ricostruito una parte della storia delle società costituite da Mele e degli altri imputati, con l'obiettivo di nascondere al fisco diversi milioni di euro all'anno ricavati dagli incassi di tre locali notturni: il Pata Pata ad Agrustos (Budoni), il Buddha del Mar a San Teodoro e il Boca Chica a Nuoro.

Tutto questo sarebbe avvenuto grazie ai prestanome di varie società che si alternavano nella gestione delle discoteche, in alcuni casi senza pagare dipendenti e fornitori. I soldi incassati sarebbero stati rinvestiti in appartamenti e terreni.

Gli avvocati di Mario Mele, Giovanni Azzena e Pietro Pittalis, hanno annunciato la presentazione nei prossimi giorni di istanza di scarcerazione per il loro assistito.

Nella prossima udienza, fissata per il 7 luglio, saranno sentiti altri testi dell'accusa.

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