Project financing, sindacati verso lo sciopero
Assemblea dei lavoratori della Ph Facility. Appello alla mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil
NUORO. Sale la tensione, tra i lavoratori della Ph Facility srl, azienda che opera all’interno del project financing della Asl nuorese. Mentre la dirigenza dell’Azienda non dà alcuna risposta che soddisfi gli interrogativi posti da tempo, i 172 dipendenti dell’impresa affidataria dei servizi di pulizia, sanificazione e derattizzazione nelle strutture sanitarie restano senza stipendio. Soprattutto, non vedono alcun futuro roseo all’orizzonte. Da qui la decisione di dichiarare lo stato di agitazione. «E ci riserviamo ogni ulteriore mobilitazione» sottolineano le segreterie sindacali territoriali unitarie di Cgil Filcams (Paolo Cau), Cisl Fisascat (Giovanni Uda) e Uiltrasporti (Franco Cappai). Che lanciano un appello «a tutte le forze politiche e sociali del nostro territorio» affinché si metta fine «a questa politica scellerata che porterà a ulteriori tagli alla sanità, a tutto danno dei cittadini utenti e dei lavoratori impiegati nel settore».
Parole emerse ieri in tarda mattinata nel corso di un incontro particolarmente animato nella sala conferenze dell’ospedale San Francesco. Incontro convocato dai sindacati confederali vista la situazione sempre più delicata e instabile che sta provocando malumori e forti tensioni. Dopo l’incontro del 12 maggio scorso, convocato a seguito dell’annuncio del blocco degli stipendi, gran parte dei lavoratori dei settori pulizie e multiservizi ha partecipato all’incontro di ieri mattina. Un’altra occasione per discuterà della recente deteminazione del direttore dell’Assl 3 con la quale ha annunciato la riduzione, anche retroattiva, di oltre il 40 per cento del canone contrattuale per i servizi che attualmente le maestranze svolgono e intendono continuare a garantire per conto dell’Azienda sanitaria. Una ulteriore mazzata per questi 172 lavoratori che devono fare i conti con uno stipendio medio che si aggira sui 400 euro mensili. Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uiltrasporti, comunque, non hanno alcuna intenzione di stare a guardare in silenzio, perciò annunciano imminenti manifestazioni.
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