L’ombra del commissario sul Comune
Venti giorni di tempo per approvare il bilancio di previsione. La minoranza: «Si va verso il dissesto»
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NUORO. Acque agitate al comune di Nuoro. Nei giorni scorsi la Regione ha assegnato all’amministrazione venti giorni di tempo per approvare il bilancio di previsione, altrimenti arriverà il commissario. A puntare il dito contro la giunta guidata da Andrea Soddu sono tutti i consiglieri di minoranza: Pierluigi Saiu, Mara Sanna, Leonardo Moro, Peppe Montesu, Basilio Brodu, Alessandro Bianchi, Salvatore Sulas, Gian pietro Gusai e Nicola Porcu.
«Nuoro è l’unico capoluogo sardo a non aver ancora approvato il bilancio, Un record di cui non andare fieri – si legge in una nota – in questi mesi, con grande senso di responsabilità, le opposizioni hanno ripetutamente sollecitato l’amministrazione Soddu a portare in aula il documento contabile. Se però, fino ad oggi, la maggioranza si è sottratta ai nostri richiami, adesso non sarà più possibile, a meno che non intendano certificare il loro fallimento con l’arrivo del commissario».
Per la minoranza «le politiche di bilancio di questa amministrazione si sono rivelate inefficaci: dalle aste per vendere gli immobili, andate praticamente deserte, fino alla messa in mora dello Stato, i cui esiti sono tutti da verificare. Si naviga a vista, tirando semplicemte a campare, senza risolvere i problemi fondamentali della nostra comunità».
Quello che serve, secondo i consiglieri di minoranza, «è un bilancio responsabile, che non metta le mani nelle tasche dei nuoresi e che sappia dare una prospettiva di sviluppo alla città. Non si possono chiedere altri sacrifici, soprattutto alle famiglie. L’aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale, così come proposto dal segretario generale e responsabile del settore bilancio, è inaccettabile. Prima bisogna intervenire sulla spesa, iniziando magari a tagliare i compensi di sindaco, assessori e dirigenti. Sono già passati quasi due anni dall’insediamento della giunta e la situazione invece che migliorare, peggiora». Per la minoranza quello che sorprende è che «sul bilancio non c’è stato ancora alcun vero dibattito. Le decisioni vengono assunte senza il coinvolgimento del Consiglio comunale. Eppure la città ha eletto un’assemblea che ha il diritto e il dovere di esercitare le proprie funzioni. Limitare il confronto alle stanze frequentate dalla sola maggioranza offende il consiglio e la città. Questa volta serve un bilancio serio, continuare di questo passo porterà al dissesto».
«Nuoro è l’unico capoluogo sardo a non aver ancora approvato il bilancio, Un record di cui non andare fieri – si legge in una nota – in questi mesi, con grande senso di responsabilità, le opposizioni hanno ripetutamente sollecitato l’amministrazione Soddu a portare in aula il documento contabile. Se però, fino ad oggi, la maggioranza si è sottratta ai nostri richiami, adesso non sarà più possibile, a meno che non intendano certificare il loro fallimento con l’arrivo del commissario».
Per la minoranza «le politiche di bilancio di questa amministrazione si sono rivelate inefficaci: dalle aste per vendere gli immobili, andate praticamente deserte, fino alla messa in mora dello Stato, i cui esiti sono tutti da verificare. Si naviga a vista, tirando semplicemte a campare, senza risolvere i problemi fondamentali della nostra comunità».
Quello che serve, secondo i consiglieri di minoranza, «è un bilancio responsabile, che non metta le mani nelle tasche dei nuoresi e che sappia dare una prospettiva di sviluppo alla città. Non si possono chiedere altri sacrifici, soprattutto alle famiglie. L’aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale, così come proposto dal segretario generale e responsabile del settore bilancio, è inaccettabile. Prima bisogna intervenire sulla spesa, iniziando magari a tagliare i compensi di sindaco, assessori e dirigenti. Sono già passati quasi due anni dall’insediamento della giunta e la situazione invece che migliorare, peggiora». Per la minoranza quello che sorprende è che «sul bilancio non c’è stato ancora alcun vero dibattito. Le decisioni vengono assunte senza il coinvolgimento del Consiglio comunale. Eppure la città ha eletto un’assemblea che ha il diritto e il dovere di esercitare le proprie funzioni. Limitare il confronto alle stanze frequentate dalla sola maggioranza offende il consiglio e la città. Questa volta serve un bilancio serio, continuare di questo passo porterà al dissesto».
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