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Bando per i rifugiati, l’opposizione attacca «Comune in ritardo» 

Bando per i rifugiati, l’opposizione attacca «Comune in ritardo» 

Macomer, la minoranza chiede la discussione in Consiglio «Rischiamo che le decisioni vengano calate dall’alto»

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MACOMER. Macomer è in forte ritardo nell’aderire allo Sprar (il sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati) e rischia di ritrovarsi con una soluzione calata dall’alto, che è l’esatto contrario delle linee indicate un anno fa del Consiglio comunale, il quale si pronunciò per una rete di accoglienza diffusa e condivisa. Il problema è stato posto dai consiglieri di minoranza, che sull’argomento hanno annunciato una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale, nel corso di una conferenza stampa durante la quale hanno denunciato il ritardo dell’amministrazione nell’aderire allo Sprar che consente di gestire l’accoglienza evitando l’imposizione di soluzioni lager, che in una piccola comunità come quella di Macomer creerebbero problemi di compatibilità e convivenza, se non di intolleranza. «In città si parla con insistenza dell’utilizzo dell’ex Motel come centro per accogliere i migranti – ha detto Federico Castori aprendo la conferenza –. Gli amministratori dicono di non saperne nulla, intanto i lavori procedono. Un anno fa abbiamo deciso all’unanimità di entrare a far parte della rete di accoglienza. È passato un anno, ma non è stato compiuto nessun atto formale che vada in quella direzione. Questo ci espone al rischio che possano imporci soluzioni senza nessuna gestione dell’accoglienza guidata, che è più accettabile e facilita l’integrazione». La paura è che si completino i lavori di adeguamento nell’ala dell’ex Motel acquistata da un’asta fallimentare da una società di Sassari (nella conferenza stampa si è parlato della 4S) che intenderebbe utilizzare la struttura come centro di accoglienza in grado di ospitare 110 persone. «Noi siamo contrari a questa ipotesi che sa di lager – ha detto Giuseppe Ledda –. Gli sbarchi interessano sempre di più la Sardegna e con l’estate aumenteranno. Il ministero degli Interni e le prefetture sono alla ricerca di soluzioni. L’adesione immediata allo Sprar ci mette al coperto da imposizioni e avremo una trentina di migranti accolti in maniera diffusa e umana anziché 110 concentrati in un’unica struttura. Anche per questo abbiamo chiesto la convocazione urgente del consiglio comunale». Giuseppe Pirisi non ha nascosto la preoccupazione per le conseguenze del ritardo. «Il non decidere – ha detto – comporta conseguenze che vanno in direzione contraria a quelle auspicate dal Consiglio un anno fa». Riccardo Uda ha sottolineato che il ritardo facilita la soluzione del centro migranti nell’ex Motel e Rita Atzori ha ricordato che la soluzione indicata in Consiglio evita ghettizzazioni e che basterebbe un atto formale del Consiglio per impedirle. (t.g.t.)

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