Indagini a tappeto dopo l’intimidazione al sindaco di Siniscola
di Sergio Secci
Prime perquisizioni in locali pubblici e in abitazioni private Denunciata una coppia: in casa armi non denunciate
2 MINUTI DI LETTURA
SINISCOLA. Dopo le pallottole e la lettera di minacce contro il sindaco Gianluigi Farris lasciate venerdì mattina davanti all’ingresso del municipio di Siniscola, proseguono serrate le indagini per risalire agli autori dell’intimidazione che segue altro episodio di aprile con un finto pacco bomba abbandonato nella veranda dell’esercizio commerciale del primo cittadino in via De Gasperi. La Polizia ha eseguito diverse perquisizioni, agenti del commissariato e uomini della Digos hanno effettuato alcune notti fa un ispezione in un circolo alla periferia della cittadina identificando tutti gli avventori ed eseguendo altri controlli per cercare di risalire agli autori dell’episodio che ha destato particolare scalpore in città.
È saltato anche il consiglio comunale che doveva tenersi martedì pomeriggio. “Non sono dell’umore giusto per affrontare la seduta” aveva rimarcato il primo cittadino con la discussione che è stata quindi rinviata a martedì prossimo con la speranza che gli animi siano più sereni.
Sul fronte indagini sembra che gli investigatori, si stiano muovendo in varie direzioni seguendo più tracce e allargando il fronte delle ricerche che potrebbero presto portare a qualche risultato. Ci sono stati intanto due denunce, non si sa se in qualche maniera legate alle indagini sull’attentato. La Polizia, nel corso di una delle tante perquisizione domiciliari effettuate in questi ultimi giorni, ha rinvenuto in un abitazione del paese sei armi illegalmente detenute. Per gli occupanti della casa, due coniugi cinquantenni del posto, è scattata così la denuncia ed è stato disposto l’obbligo di firma in attesa del giudizio.
Sembra che le armi ritrovate dagli investigatori non fossero comunque di provenienza illecita o furtiva, ma appartenessero a un loro congiunto che le aveva a suo tempo regolarmente registrate. Nessun collegamento con la lettera di minacce inviata al sindaco quindi ma una delle tante operazioni portate avanti in questi giorni di febbrile attività con la speranza di dare un volto ed un nome a chi sta mettendo a repentaglio la serenità e il quieto vivere degli amministratori e della cittadinanza.
È saltato anche il consiglio comunale che doveva tenersi martedì pomeriggio. “Non sono dell’umore giusto per affrontare la seduta” aveva rimarcato il primo cittadino con la discussione che è stata quindi rinviata a martedì prossimo con la speranza che gli animi siano più sereni.
Sul fronte indagini sembra che gli investigatori, si stiano muovendo in varie direzioni seguendo più tracce e allargando il fronte delle ricerche che potrebbero presto portare a qualche risultato. Ci sono stati intanto due denunce, non si sa se in qualche maniera legate alle indagini sull’attentato. La Polizia, nel corso di una delle tante perquisizione domiciliari effettuate in questi ultimi giorni, ha rinvenuto in un abitazione del paese sei armi illegalmente detenute. Per gli occupanti della casa, due coniugi cinquantenni del posto, è scattata così la denuncia ed è stato disposto l’obbligo di firma in attesa del giudizio.
Sembra che le armi ritrovate dagli investigatori non fossero comunque di provenienza illecita o furtiva, ma appartenessero a un loro congiunto che le aveva a suo tempo regolarmente registrate. Nessun collegamento con la lettera di minacce inviata al sindaco quindi ma una delle tante operazioni portate avanti in questi giorni di febbrile attività con la speranza di dare un volto ed un nome a chi sta mettendo a repentaglio la serenità e il quieto vivere degli amministratori e della cittadinanza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
