Proteste a S’ena e sa chitta «Tartassati dal Comune»
I residenti lamentano l’addebito della Tosap per le aree cedute gratis nel 2015 Irrisolto il contenzioso con Abbanoa che vuole far pagare le perdite d’acqua
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SINISCOLA. Montano le proteste in quella che ormai tutti gli effetti è la nuova frazione del Comune di Siniscola, ovvero S’Ena e Sa Chitta. Stavolta gli abitanti non hanno digerito la scelta del Comune di addebitare la tassa di occupazione suolo pubblico (Tosap) e per giunta con effetto retroattivo dal 2015. In effetti è proprio dal 24 aprile del 2015 che le infrastrutture realizzate sono state cedute, a titolo gratuito, al Comune di Siniscola , e l’ omonina cooperativa è attualmente in fase di liquidazione.
La scelta della cessione delle opere all’amministrazione comunale potrebbe anche essere condivisa – fa sapere un gruppo di residenti della frazione che si è rivolto alla Nuova – ma non si capisce il motivo per il quale il Comune è così solerte nell’esigere i propri diritti, mentre non lo è altrettanto nell’espletare i propri doveri. Attualmente infatti lo stato di degrado è allarmante, erba alta, sporcizia, guasti all’illuminazione pubblica, perdita d’acqua nella strada e mancanza di ripristini stradali del dopo alluvione dell’ormai lontano autunno 2015 sono la prova evidente che per l’amministrazione comunale di Siniscola la frazione di S’Ena e Sa Chitta, anziché farne un esempio positivo di sviluppo, è oggettivamente ed esclusivamente una importante fonte di guadagno con Imu, Tasi, Tares e ora anche Tosap ma che improvvisamente sparisca dal proprio territorio quando invece si tratta di investire o fare, quantomeno, la manutenzione delle cose pubbliche, che starebbe creando inoltre un deprezzamento economico delle stesse abitazioni.
Ancora aperta infatti la spinosa questione che riguarda la fornitura dell’acqua che viene data da Abbanoa. Il gestore unico, attraverso un contratto condominiale con un contatore master all’ingresso della frazione e con i contatori sotto lettura a bordo lotto, ha stabilito, in accordo con allora Sindaco Rocco Celentano, di addebitare ai residenti e non le perdite della rete ora Comunale, benché il contratto sia intestato al Comune di Siniscola, Abbanoa infatti si rifiuta di prendere in gestione la rete idrica e fognaria (di proprietà del Comune sin dal 24 aprile 2015) adducendo che la stessa sia di scarsa qualità e comporta troppi costi per gestirla, crediamo di non essere l’unico caso in Sardegna. «Siamo forse l’unico caso in Sardegna – spiega un residente – in cui veniamo chiamati a pagare le perdite della rete».
La scelta della cessione delle opere all’amministrazione comunale potrebbe anche essere condivisa – fa sapere un gruppo di residenti della frazione che si è rivolto alla Nuova – ma non si capisce il motivo per il quale il Comune è così solerte nell’esigere i propri diritti, mentre non lo è altrettanto nell’espletare i propri doveri. Attualmente infatti lo stato di degrado è allarmante, erba alta, sporcizia, guasti all’illuminazione pubblica, perdita d’acqua nella strada e mancanza di ripristini stradali del dopo alluvione dell’ormai lontano autunno 2015 sono la prova evidente che per l’amministrazione comunale di Siniscola la frazione di S’Ena e Sa Chitta, anziché farne un esempio positivo di sviluppo, è oggettivamente ed esclusivamente una importante fonte di guadagno con Imu, Tasi, Tares e ora anche Tosap ma che improvvisamente sparisca dal proprio territorio quando invece si tratta di investire o fare, quantomeno, la manutenzione delle cose pubbliche, che starebbe creando inoltre un deprezzamento economico delle stesse abitazioni.
Ancora aperta infatti la spinosa questione che riguarda la fornitura dell’acqua che viene data da Abbanoa. Il gestore unico, attraverso un contratto condominiale con un contatore master all’ingresso della frazione e con i contatori sotto lettura a bordo lotto, ha stabilito, in accordo con allora Sindaco Rocco Celentano, di addebitare ai residenti e non le perdite della rete ora Comunale, benché il contratto sia intestato al Comune di Siniscola, Abbanoa infatti si rifiuta di prendere in gestione la rete idrica e fognaria (di proprietà del Comune sin dal 24 aprile 2015) adducendo che la stessa sia di scarsa qualità e comporta troppi costi per gestirla, crediamo di non essere l’unico caso in Sardegna. «Siamo forse l’unico caso in Sardegna – spiega un residente – in cui veniamo chiamati a pagare le perdite della rete».
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