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Nuoro

Treno veloce, in campo anche studenti e Comune 

di Valeria Gianoglio
Treno veloce, in campo anche studenti e Comune 

Universitari e dottorandi: «Da anni siamo penalizzati sul fronte trasporti» L’assessore Belloi: «Da tempo sosteniamo questa battaglia per il territorio»

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NUORO. Da un lato, universitari e dottorandi in Scienze forestali, che, attraverso i loro rappresentanti, Consuelo Melis e Gianni Ragaglia, raccontano anni di viaggi da terzo mondo per raggiungere, dai paesi dell’interno, Nuoro, Sassari, e le sedi delle lezioni. Dall’altro il Comune, che attraverso le parole dell’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Belloi, ricorda che quella dei trasporti e dei migliori collegamenti, «è una battaglia nella quale abbiamo creduto e scommesso sin dall’inizio. E i lavori al centro intermodale che sono cominciati da giorni sono solo la base di tutto. Da lì si deve partire per sostenere la battaglia per il treno veloce, alla quale aderiamo con convinzione».
A poco più di una settimana dall’avvio della petizione popolare, on line e cartacea, per avere un treno veloce – davvero veloce – che colleghi Nuoro-Macomer e che da quest’ultimo centro, poi consenta di avere le coincidenze per andare nel nord o nel sud dell’isola – la protesta conquista in modo sempre più deciso ampie fasce di popolazione. E vede in prima linea anche gli studenti universitari, i loro rappresentanti, e il Comune.
Il Comune. «Il comitato spontaneo ha ragione – spiega l’assessore comunale Antonio Belloi – una parte di quei 400 milioni di euro stanziati per i trasporti ferroviari sardi deve arrivare anche a Nuoro, ci spetta. Anche se il Governo sembra far finta di non saperlo, e non sente le esigenze pressanti che arrivano dal territorio. Per i trasporti, è inutile dirlo, servirebbe l’autoderminazione. Certo, poi, ci sono questioni tecniche che vanno valutate per ammodernare la ferrovia ma già da alcuni pareri tecnici di professionisti del settore sappiamo che in fondo non servirebbe tanto per adeguare il tratto ferroviario Nuoro-Macomer e fare in modo che il treno lo possa percorrere più in fretta. Per ora, tuttavia, come Comune, oltre a sostenere la battaglia per il treno veloce, stiamo puntando anche sul nuovo centro intermodale. Un appalto da 4 milioni di euro che prevede la sistemazione dell’attuale stazione, la creazione di nuovi parcheggi, e lo spostamento dei pullman da viale Sardegna al centro intermodale. Con questo lavoro, insomma, si connette il trasporto di gomma con quello di ferro». Ma oltre al Comune, a scendere in campo per sostenere la causa del treno veloce e la petizione promossa dal comitato Trenitalia Nuorese ci sono anche gli studenti.
I dottorandi. «È una battaglia che sosteniamo a pieno – spiega il rappresentante dei dottorandi, Gianni Ragaglia – è importante, in particolare, che i treni e i trasporti colleghino anche le coste. Quanto ai nostri disagi sono davvero tanti: i dottorandi che svolgono attività di ricerca a Nuoro hanno 208 ore di lezione a Sassari. Viaggi che siamo costretti ad affrontare con mezzi personali proprio per la carenza di collegamenti, la non corrispondenza degli orari e la eccessiva durata del viaggio. Il pullman di linea ci mette 2 ore. Per questo noi dottorandi e studenti appoggiamo la petizione per avere il treno veloce, e raccoglieremo le firme anche tra gli studenti».
Gli universitari. «Noi studenti universitari che arriviamo a Nuoro dai paesi dell’Ogliastra o della Barbagia di Seulo siamo tra i più penalizzati – spiega la rappresentante degli universitari, Consuelo Mura – e non solo sul fronte dei treni, che non ci sono, ma anche quello dei pullman che infatti andrebbero rivisti e adeguati, anche sul profilo orari e coincidenze. Spesso siamo costretti a fare viaggi della speranza. Un esempio: l’unico pullman da Nuoro per Seulo, quello che prendo io, è alle 14 ma non arriva a Seulo, arriva a Gadoni e ci mette 2 ore e mezza. Un viaggio terribile. Quando mi ferma a Gadoni, devo chiamare i miei familiari per farmi venire a prendere. Il pullman su quella strada non passa da tre anni: da quando c’è stata una frana. A questo, siamo. Ma è solo uno dei tanti, troppi, disagi e disservizi».

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