Rete idrica automatizzata, operai al lavoro
Macomer, le squadre di Abbanoa hanno completato la prima fase di installazione dei dispositivi
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MACOMER. Le squadre di Abbanoa hanno completato la prima fase di installazione di una serie di dispositivi che rivoluzioneranno la gestione della condotta adduttrice tra l’invaso del Temo a Monteleone Rocca Doria e Macomer. Valvole e saracinesche automatizzate, misuratori elettromagnetici e sistemi di telecontrollo avanzati terranno sotto costante monitoraggio e gestiranno l’operatività dell’acquedotto. Pressioni e portate saranno regolate automaticamente e le anomalie immediatamente individuate. In caso di guasti si potrà intervenire subito. Ieri però, a Macomer sono state segnalate cadute di pressione e non sono mancate le lamentele. Nelle case di viale Aldo Moro, inoltre, arrivava acqua marrone, praticamente imbevibile. «Al secondo piano siamo a secco – ha segnalato un utente –. Figuriamoci ai piani superiori. Per mancanza d’acqua in passato ci ho rimesso uno scaldabagno e una lavatrice. Chi lavora non può piantonare gli elettrodomestici per paura che manchi l’acqua».
Da Abbanoa assicurano che con il nuovo sistema gli inconvenienti, se non azzerati, saranno ridotti al minimo. Quelli eseguiti sono interventi complessi. «Per la loro complessità, i lavori sono stati eseguiti con l’acquedotto messo standby – si legge in una nota –. Durante la giornata l’erogazione è stata garantita dalle scorte dei serbatoi comunali tenuti al massimo della capienza. Eventuali cali di pressione potrebbero interessare le zone alte degli abitati, ma la situazione è destinata a rientrare nella normalità con il recupero delle scorte già in corso grazie alla riattivazione del serbatoio. Attualmente si stanno avviando le manovre di riempimento delle condotte che dai due impianti di sollevamento raggiungono i centri serviti. In base alle scorte residue, si valuteranno eventuali chiusure notturne per recuperare i livelli e riportare più rapidamente alla normalità l’intero sistema». (t.g.t.)
Da Abbanoa assicurano che con il nuovo sistema gli inconvenienti, se non azzerati, saranno ridotti al minimo. Quelli eseguiti sono interventi complessi. «Per la loro complessità, i lavori sono stati eseguiti con l’acquedotto messo standby – si legge in una nota –. Durante la giornata l’erogazione è stata garantita dalle scorte dei serbatoi comunali tenuti al massimo della capienza. Eventuali cali di pressione potrebbero interessare le zone alte degli abitati, ma la situazione è destinata a rientrare nella normalità con il recupero delle scorte già in corso grazie alla riattivazione del serbatoio. Attualmente si stanno avviando le manovre di riempimento delle condotte che dai due impianti di sollevamento raggiungono i centri serviti. In base alle scorte residue, si valuteranno eventuali chiusure notturne per recuperare i livelli e riportare più rapidamente alla normalità l’intero sistema». (t.g.t.)
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