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Nuoro

Gabbiano fatto esplodere Maxi multa al peschereccio 

Gabbiano fatto esplodere Maxi multa al peschereccio 

A luglio il processo al marinaio che legò un petardo alla zampa dell’uccello E il comandante dell’imbarcazione deve pagare una sanzione di 10mila euro 

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SINISCOLA. Dovrà pagare i 10mila euro della sanzione inflittagli dalla guardia costiera, il comandante del peschereccio di stanza al porto di La Caletta su cui, due anni fa, era stato fatto esplodere in volo un gabbiano, con un petardo legato al collo. Per quel fatto è stato rinviato a giudizio il ventiseienne Danilo Fadda che il prossimo 18 luglio sarà processato in tribunale a Nuoro. Dopo l’identificazione della motobarca e del suo equipaggio da parte dei carabinieri della compagnia di Siniscola, che avevano denunciato alla procura della Repubblica l’autore del reato documentato con un video che aveva avuto migliaia di visualizzazioni sui social, era finito nei guai anche il comandante del peschereccio. L’ufficio locale marittimo di La Caletta, infatti, aveva notificato al responsabile dell’imbarcazione un verbale amministrativo per l’imbarco di merci pericolose, così era stato infatti classificato il petardo Lupo 26 legato al collo del gabbiano.

Gli articoli 193 e 1199 del codice della navigazione prevedono, infatti, severissime pene pecuniarie per chi porta a bordo e utilizza materiale esplodente. Si va da un minimo di 5mila euro ad un massimo di trentamila, il trasgressore è tenuto al pagamento del doppio del minimo per lui più favorevole e quindi l’importo è quantificato in diecimila euro oltre alla sanzione accessoria del fermo barca per 15 giorni con ulteriori danni economici quindi. Il verbale era stato notificato al trasgressore nei primi mesi del 2016, c’era stata l’opposizione del trasgressore che però è stata rigettata e presto quindi, la capitaneria di porto, farà avere l’ingiunzione di pagamento sempre che il trasgressore, non decida di ricorrere in appello. Per dilaniare il gabbiano come si evince dalle immagini video, era stato usato un potente petardo Lupo 26, che in pratica è una piccola bomba classificata alla categoria IV dei prodotti pirotecnici e vendibile solo a persone munite di specifica licenza di polizia. Nel processo che si celebrerà a Nuoro, l’unico imputato, un marinaio imbarcato all’epoca sulla barca da pesca, ha chiesto il rito abbreviato che prevede quindi lo sconto di un terzo della pena. In tribunale ci sarà anche l’ente per la protezione degli animali che si è costituita parte civile dopo aver ricevuto centinaia di segnalazioni. A rappresentare l’associazione il 18 luglio ci sarà l’avvocato Claudia Ricci, del foro di Roma, responsabile nazionale dell’ufficio legale. «Salvo sorprese, in quella data, ci sarà la lettura del dispositivo di sentenza – dice il legale –. L’imputato ha scelto l’abbreviato e quindi la pena sarà sicuramente irrisoria anche perché il codice penale non precede grosse pene per questo tipo di reati. Dipenderà se il giudice aggiungerà delle aggravanti come i base futili motivi o l’utilizzo di materiale esplodente, ma al massimo la condanna sarà di qualche mese». (l.s.)

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