«La burocrazia uccide gli imprenditori»
L’accordo di programma “Marghine al centro” è fermo al palo. La denuncia di un commercialista
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MACOMER. I Progetti di filiera e sviluppo locale (Pfsl) cono gli strumenti attraverso i quali il territorio cerca di rialzare la testa dopo la crisi. Dovrebbe essere uno strumento snello, invece che le pratiche stagnano nel pantano della burocrazia regionale contro la quale cittadini e imprese si spuntano le armi. L’accordo di programma quadro “Marghine al centro” firmato poco più di un mese fa con l’assessore Paci dall’Unione dei comuni del Marghine è uno di questi strumenti, sui quali il territorio punta anche per risalire la china della crisi, ma se un bel giorno si vede dal mattino, come hanno già fatto con l’accordo di programma per l’area di crisi di Tossilo, le ombre della burocrazia rischiano di oscurare questo nuovo strumento di sviluppo. Il commercialista Bartolo Virde, titolare di uno studio a Macomer che si occupa anche di queste cose, racconta il labirinto burocratico nel quale si finisce quando si apre una pratica con l’assessorato alla Programmazione per accedere al benefici del Pfsl e come sia difficile (o quasi impossibile) interfacciarci con gli uffici quando la pratica si impantana. Virde non è un consulente sprovveduto. Dopo anni al Cis come dirigente, per cui sa dove mettere le mani e come operare, da tempo si è messo in proprio per lavorare dall’altra parte, cioè da quella dell’utente. «Dal 30 maggio – racconta – per avere informazioni sull’erogazione di un contributo regionale del Pfsl a favore di una ditta assistita dal mio studio, non riesco ad avere risposta alla Pec, la posta elettronica certificata. La pratica è stata trasmessa sempre con Pec il 3 marzo. Da allora tutto tace». Non è che le cose vadano meglio per telefono. Come racconta il commercialista, la funzionaria del Centro regionale di programmazione incaricata del controllo della documentazione di spesa, non è praticamente irraggiungibile. «Per tre giorni consecutivi ho fatto dal mio studio sei chiamate al giorno, tutte documentabili – spiega Bartolo Virde –, nessuno ha risposto e nessuno ha mai richiamato». Il commercialista, al quale era stato assicurato che l’ufficio avrebbe richiesto per fax ulteriori documenti, prova anche con questo strumento, ma deve essersi sentito come un naufrago che per chiedere aiuto lancia in mare un messaggio in bottiglia. «A me sembra – conclude Virde – che nei confronti degli imprenditori ci sia scarsa collaborazione e poca sensibilità, per non parlare di un’inefficienza di fondo che blocca tutto. Le pratiche da gestire sono circa 300 e il personale è ridotto all’osso. Questo non giustifica il silenzio del Centro regionale di programmazione».
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