La Nuova Sardegna

Nuoro

Il bilancio passa senza le opposizioni 

di Francesco Pirisi
Il bilancio passa senza le opposizioni 

Il sindaco Soddu: «Così riusciremo a risanare le casse». L’attacco della minoranza: «Questo è un documento fasullo»

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NUORO. Il documento finanziario per il prossimo triennio passa in Consiglio con il voto della maggioranza e il dissenso dell’opposizione, che abbandona l’aula. Sette ore e mezza di seduta, intervallate da sospensioni e segnate da scontri e accuse che non è arduo pronosticare avranno strascichi nel futuro. Le maggiori contestazioni sui termini con i quali viene portato in aula il bilancio di medio periodo, dentro il quale sono le previsioni di entrate e spesa per l’anno in corso, con poste per 80 milioni di euro. Per le opposizioni una votazione fuori da ogni termine, l’ultimo dei quali imposto il 23 maggio dalla Regione e che prevedeva il voto entro i 20 giorni successivi. Sennonché, è stata l’accusa di Pier Luigi Saiu (Uniti Per Nuoro), «alla data stabilita ci si è limitati a una approvazione della giunta e non del Consiglio, come sarebbe dovuto essere». Tanto che l’esponente dell’opposizione ha parlato apertamente di «un’operazione capace di falsare l’intero documento».

Una pregiudiziale firmata dall’intera opposizione, dal Pd ai consiglieri del centro-destra, con cui Saiu ha chiesto (anche se senza successo) il rinvio della discussione, anche perché la minoranza non avrebbe potuto contare sui 10 giorni assegnati per la visione delle carte. Dal confronto allo scontro senza freni. Salito d’intensità per il diniego del presidente dell’assemblea Fabrizio Beccu di portare alla discussione l’emendamento di Mara Sanna, del Movimento Cinque Stelle, che proponeva un’immediata variazione del bilancio per dare subito alla biblioteca Satta i 290mila euro della quota comunale e sbloccare una situazione di stallo amministrativo e di attività. Il blocco all’esame l’ha imposto lo stesso segretario generale, Antonino Puledda: «L’emendamento è inammissibile perché il Consiglio non ha competenze nelle variazioni di bilancio».

Biblioteca a parte, la seduta ha confermato la distanza tra la giunta, con i partiti della sua coalizione, e le opposizioni, che dimostrano un’unità di intenti neppure prevedibile, considerati i differenti punti politici di partenza. Il nodo maggiore è sempre quello relativo allo stato finanziario dell’ente. Sempre di un malato, ma comunque curabile, per la giunta e il sindaco Soddu, intervenuto in chiusura proprio per garantire che «il suo governo riuscirà nell’intento di risanare i conti, senza pietire o affidarsi alla sirene della Regione e al suo falso aiuto finanziario». Come uscirne fuori l’amministrazione civica l’ha scritto nel documento di programmazione. Con alcune priorità: dal controllo della spesa, alla lotta all’evasione (su Tari e Tasi), all’alienazione di alcuni beni immobili. Insieme alle premialità della Regione per la raccolta differenziata, ai fondi da richiedere al ministero di Giustizia a fonte di interventi di manutenzione degli uffici giudiziari, al recupero di quanto il governo ha tagliato ai Comuni negli anni della “spending review” (la revisione della spesa). Risorse il cui ristoro «lo garantiscono le norme», ha assicurato Soddu, in chiusura di seduta, nella replica all’opposizione. Per quest’ultima una fiducia non suffragata dai fatti. Alla considerazione di «un bilancio che è falso», espressa da Saiu, è seguita la definizione di «escamotage infantile», di Leonardo Moro, consigliere Pd, sempre in merito ai tempi ritenuti fuori dai confini di legge. L’ex vice-sindaco dell’amministrazione Bianchi non si è fermato lì. Una sua pregiudiziale ha bollato le due poste in entrata del bilancio sul recupero dei tagli statali e delle premialità. Le altre voci discordi sono quelle di Basilio Brodu (Cambiamento. Uniti si può), che interpella i revisori dei conti perché «nel parere non si fa menzione delle criticità sulle entrate» e Peppe Montesu (Nuova Nuoro), che punta sul paradosso: «Credo che si potrebbe fare più affidamento su una schedina dell’enalotto piuttosto che sull’esigibilità di alcune voci di incasso poste nel bilancio».

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