Monte Ortobene, la Regione ha ceduto l’ex hotel Esit al Comune di Nuoro per 1 euro
di Francesco Pirisi
Annuncio dell’assessore agli Enti Locali durante un convegno. La soddisfazione del sindaco: «Accolte le nostre richieste»
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NUORO. L’hotel ex Esit sul Monte Ortobene passa dalla Regione al Comune. Una cessione al prezzo simbolico di un euro.
L’atto è stato deliberato nell’ultima seduta dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu. La notizia è stata ufficializzata dall’ assessore ai margini di un incontro culturale nella Biblioteca Satta. La cessione dell’albergo è ricompresa nella bozza di un accordo più ampio tra la Regione e l’amministrazione nuorese per una serie di interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale dell’Ortobene. Vi rientrano il rifacimento della rete fognaria, la ristrutturazione dell’area sportiva di Farcana e i lavori per dare funzionalità e maggior decoro architettonico agli edifici costruiti in cima, con l’intervento anche dei privati proprietari delle circa 300 abitazioni. Il Comune, per la sua parte, ha fatto una stima di 5 milioni di spesa.
La storia. Una storia a sé si prevede per la riqualificazione dell’albergo, realizzato dalla Regione negli Anni ’50 del secolo scorso, proprio in concomitanza con l’istituzione dell’Esit (Ente sardo industria turistica). Per un ventennio è stato il luogo di maggior prestigio (insieme al ristorante dei fratelli Sacchi) dell’attività ricettiva nel gioiellino ambientale-turistico sopra Nuoro, in quelle stagioni che anche per l’interno della Sardegna rappresentarono il punto di svolta dell’economia. Con una crescita ancora più importante per il concentrarsi dell’apertura di presidi istituzionali, scolastici ed economici, in grado anche di far fare il salto di qualità a commercio e turismo. Prima della fine dell’attività ricettiva, la trasformazione in sede di corsi professionali, sino alla chiusura e l’abbandono, come è ben visibile anche per chi rivolge uno sguardo disincantato, alla fine dei tornanti che portano in vetta all’Ortobene.
Il futuro. L’assessore Erriu crede che i giorni infelici possano essere alle spalle: «La scelta di darlo a titolo gratuito al Comune rientra in quella volontà di valorizzazione in maniera ottimale di questo patrimonio straordinario. Cosa che si può fare meglio – aggiunge Erriu – se si coinvolge l’amministrazione civica, chiamata a essere parte dirigente delle procedure per il restauro e la rimessione in attività del complesso».
Project financing. Rispetto al passato a cambiare dovrebbe essere la gestione: privata e non più pubblica. Proprio Erriu avanza la possibilità che si possa attivare un project financing, alla cui base mettere una concessione di valorizzazione: chi firma il contratto garantisce le risorse necessarie e ne diventa titolare per un congruo arco di tempo, nel quale si rifarà dell’investimento. Le fonti di finanziamento possono essere gli stessi fondi immobiliari, sempre con capitale privato. Un’altra via percorribile è quella delle risorse regionali, messe a disposizione dalla legge sulla casa, del 2015, estesa con una norma successiva anche agli interventi nelle zone turistiche. Per il rilancio economico ed edilizio dell’Ortobene potrebbe essere la volta buona. Una prospettiva già aperta dall’istituzione della Zps, la zona di protezione speciale, che a sua volta dovrebbe aprire la via a una serie di opere riqualificazione dell’ambiente e delle strutture.
Il Comune. Il sindaco Andrea Soddu ha detto, alla notizia dell’avvenuta deliberazione da parte della Regione sull’hotel: «Per Nuoro e l’Ortobene è un giorno di gioia. Per questo ci tengo a ringraziare la giunta e l’assessore che hanno accolto la nostra richiesta. L’ex complesso Esit è strategico per costruire un turismo di qualità sul monte».Le attenzioni del Comune sono ora concentrate sulla definizione del piano per gli altri interventi: «Siamo al lavoro con la Regione da tempo, in silenzio, ma con molto impegno. Credo che entro l’anno si possa firmare l’accordo, che consentirà la disponibilità delle risorse per le opere infrastrutturali. Circa il termine della chiusura dei lavori, si può prevedere un arco di tempo dai tre ai cinque anni».
Incontri. Prima che sia messo nero su bianco con l’assessorato, il sindaco garantisce incontri con cittadini e associazioni che da anni si prodigano per dare decoro e creare servizi sul Monte. Un passaggio fondamentale soprattutto riguardo alla riqualificazione delle abitazioni private. L’amministrazione lo pensa infatti come un borgo di alta qualità architettonica e ambientale, con prevedibile destinazione anche per la ricettività turistica.
L’atto è stato deliberato nell’ultima seduta dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu. La notizia è stata ufficializzata dall’ assessore ai margini di un incontro culturale nella Biblioteca Satta. La cessione dell’albergo è ricompresa nella bozza di un accordo più ampio tra la Regione e l’amministrazione nuorese per una serie di interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale dell’Ortobene. Vi rientrano il rifacimento della rete fognaria, la ristrutturazione dell’area sportiva di Farcana e i lavori per dare funzionalità e maggior decoro architettonico agli edifici costruiti in cima, con l’intervento anche dei privati proprietari delle circa 300 abitazioni. Il Comune, per la sua parte, ha fatto una stima di 5 milioni di spesa.
La storia. Una storia a sé si prevede per la riqualificazione dell’albergo, realizzato dalla Regione negli Anni ’50 del secolo scorso, proprio in concomitanza con l’istituzione dell’Esit (Ente sardo industria turistica). Per un ventennio è stato il luogo di maggior prestigio (insieme al ristorante dei fratelli Sacchi) dell’attività ricettiva nel gioiellino ambientale-turistico sopra Nuoro, in quelle stagioni che anche per l’interno della Sardegna rappresentarono il punto di svolta dell’economia. Con una crescita ancora più importante per il concentrarsi dell’apertura di presidi istituzionali, scolastici ed economici, in grado anche di far fare il salto di qualità a commercio e turismo. Prima della fine dell’attività ricettiva, la trasformazione in sede di corsi professionali, sino alla chiusura e l’abbandono, come è ben visibile anche per chi rivolge uno sguardo disincantato, alla fine dei tornanti che portano in vetta all’Ortobene.
Il futuro. L’assessore Erriu crede che i giorni infelici possano essere alle spalle: «La scelta di darlo a titolo gratuito al Comune rientra in quella volontà di valorizzazione in maniera ottimale di questo patrimonio straordinario. Cosa che si può fare meglio – aggiunge Erriu – se si coinvolge l’amministrazione civica, chiamata a essere parte dirigente delle procedure per il restauro e la rimessione in attività del complesso».
Project financing. Rispetto al passato a cambiare dovrebbe essere la gestione: privata e non più pubblica. Proprio Erriu avanza la possibilità che si possa attivare un project financing, alla cui base mettere una concessione di valorizzazione: chi firma il contratto garantisce le risorse necessarie e ne diventa titolare per un congruo arco di tempo, nel quale si rifarà dell’investimento. Le fonti di finanziamento possono essere gli stessi fondi immobiliari, sempre con capitale privato. Un’altra via percorribile è quella delle risorse regionali, messe a disposizione dalla legge sulla casa, del 2015, estesa con una norma successiva anche agli interventi nelle zone turistiche. Per il rilancio economico ed edilizio dell’Ortobene potrebbe essere la volta buona. Una prospettiva già aperta dall’istituzione della Zps, la zona di protezione speciale, che a sua volta dovrebbe aprire la via a una serie di opere riqualificazione dell’ambiente e delle strutture.
Il Comune. Il sindaco Andrea Soddu ha detto, alla notizia dell’avvenuta deliberazione da parte della Regione sull’hotel: «Per Nuoro e l’Ortobene è un giorno di gioia. Per questo ci tengo a ringraziare la giunta e l’assessore che hanno accolto la nostra richiesta. L’ex complesso Esit è strategico per costruire un turismo di qualità sul monte».Le attenzioni del Comune sono ora concentrate sulla definizione del piano per gli altri interventi: «Siamo al lavoro con la Regione da tempo, in silenzio, ma con molto impegno. Credo che entro l’anno si possa firmare l’accordo, che consentirà la disponibilità delle risorse per le opere infrastrutturali. Circa il termine della chiusura dei lavori, si può prevedere un arco di tempo dai tre ai cinque anni».
Incontri. Prima che sia messo nero su bianco con l’assessorato, il sindaco garantisce incontri con cittadini e associazioni che da anni si prodigano per dare decoro e creare servizi sul Monte. Un passaggio fondamentale soprattutto riguardo alla riqualificazione delle abitazioni private. L’amministrazione lo pensa infatti come un borgo di alta qualità architettonica e ambientale, con prevedibile destinazione anche per la ricettività turistica.
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