Forestas, futuro incerto per 1250 operai
di Francesco Pirisi
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La protesta sotto il consiglio regionaleI dipendenti del Nuorese restano ancora con il fiato sospeso in attesa di capire se passeranno o meno alla Regione
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NUORO. Settimane decisive per il destino professionale dei seimila lavoratori di Forestas, l’agenzia regionale nata l’anno passato al posto dell’Ente Foreste. Tra i quali i 1250 occupati nel servizio territoriale di Nuoro. È in ballo, infatti, la decisione se definire il transito nei ruoli dell’amministrazione regionale o proseguirne la gestione del personale nell’alveo del contratto nazionale dei forestali, seppur con la differenziazione nella previdenza tra operai (in carico all’Inps) e impiegati, che come pubblici dipendenti dovrebbero stare sotto la tutela dell’ex Inpdap. Due soluzioni contrattuali e previdenziali che si portano dietro altrettanti sostenitori, non senza il pericolo di uno scontro dagli esiti imprevedibili.
Salvo che non si trovi nel frattempo sui punti controversi un compromesso all’interno della leggina regionale, ora all’esame della Prima commissione consiliare e destinata a essere votata dall’assemblea prima delle ferie estive. La divaricazione di visioni è tra sindacati confederali e una parte dei lavoratori. La rappresentazione chiara proprio martedì scorso, con il doppio incontro in Consiglio regionale. La mattina sit-in in via Roma dei componenti del coordinamento Cateofor, di cui fanno parte 500 dipendenti tra amministrativi, tecnici e operai dell’agenzia. Lavoratori che chiedono l’ingresso tra i dipendenti della Regione (contratto Ccrl).
«Contratto che ci garantisce sia sotto l’aspetto dell’adeguamento dei compensi, sia per quanto attiene al riconoscimento delle professionalità acquisite, da mansionati, e soprattutto garantisce un futuro all’agenzia», afferma Antonietta Zanzu, impiegata nelle sede di Nuoro, e tra le responsabili del coordinamento. Sicurezze meno palesi per i sindacati Fai Cgil, Flai Cisl e Uila, nei cui registri è iscritta la parte preponderante della categoria. In una nota i segretari regionali Poddesu, Olivieri e Garau toccano i punti controversi. A iniziare dalla questione delle indennità per i forestali, riconosciute dalla contrattazione nazionale: «Verrebbero perse proprio nel passaggio sotto il ruolo unico della Regione. Fatto che andrebbe ad azzerare le piccole differenze tabellari tra i due contratti. Altro aspetto, l’assenza di previsioni nelle quali calare le tipologie svolte dai lavoratori forestali, a iniziare dagli operai, così che non sarebbe possibile disciplinare i loro diritti e doveri». Per Foddesu, Olivieri e Garau la “regionalizzazione” porterebbe una sorta di ibrido, «con un contratto di comparto e non con quello generale della Regione». Ipotesi non ritenute serie dal coordinamento Cateofor, che sostengono: «La gran parte dei problemi, anche quelli sollevati dai “custodi del recinto del Ccnl”, sono ormai superati. Quest’ultimo è un contratto che non vuole più nessuno, tranne alcuni personaggi scoloriti nella fiducia e nel sostegno dei lavoratori, portatori di idee anti-storiche».
I nodi da sciogliere. La progressione di carriera per i “mansionati”, che dal 2008 hanno avuto incarichi di livello superiore senza però ottenerne il riconoscimento formale. Il passaggio richiesto potrebbe risultare fattibile all’interno di appartenenti sempre al profilo impiegati, mentre risulta più difficile per chi ha svolto compiti da impiegato pur inquadrato tra gli operai. Per questi ultimi viene incontro invece il regolamento di Forestas, per l’avanzamento di categoria all’interno dello stesso “profilo”, sempre sulla base delle specializzazioni acquisite.
Salvo che non si trovi nel frattempo sui punti controversi un compromesso all’interno della leggina regionale, ora all’esame della Prima commissione consiliare e destinata a essere votata dall’assemblea prima delle ferie estive. La divaricazione di visioni è tra sindacati confederali e una parte dei lavoratori. La rappresentazione chiara proprio martedì scorso, con il doppio incontro in Consiglio regionale. La mattina sit-in in via Roma dei componenti del coordinamento Cateofor, di cui fanno parte 500 dipendenti tra amministrativi, tecnici e operai dell’agenzia. Lavoratori che chiedono l’ingresso tra i dipendenti della Regione (contratto Ccrl).
«Contratto che ci garantisce sia sotto l’aspetto dell’adeguamento dei compensi, sia per quanto attiene al riconoscimento delle professionalità acquisite, da mansionati, e soprattutto garantisce un futuro all’agenzia», afferma Antonietta Zanzu, impiegata nelle sede di Nuoro, e tra le responsabili del coordinamento. Sicurezze meno palesi per i sindacati Fai Cgil, Flai Cisl e Uila, nei cui registri è iscritta la parte preponderante della categoria. In una nota i segretari regionali Poddesu, Olivieri e Garau toccano i punti controversi. A iniziare dalla questione delle indennità per i forestali, riconosciute dalla contrattazione nazionale: «Verrebbero perse proprio nel passaggio sotto il ruolo unico della Regione. Fatto che andrebbe ad azzerare le piccole differenze tabellari tra i due contratti. Altro aspetto, l’assenza di previsioni nelle quali calare le tipologie svolte dai lavoratori forestali, a iniziare dagli operai, così che non sarebbe possibile disciplinare i loro diritti e doveri». Per Foddesu, Olivieri e Garau la “regionalizzazione” porterebbe una sorta di ibrido, «con un contratto di comparto e non con quello generale della Regione». Ipotesi non ritenute serie dal coordinamento Cateofor, che sostengono: «La gran parte dei problemi, anche quelli sollevati dai “custodi del recinto del Ccnl”, sono ormai superati. Quest’ultimo è un contratto che non vuole più nessuno, tranne alcuni personaggi scoloriti nella fiducia e nel sostegno dei lavoratori, portatori di idee anti-storiche».
I nodi da sciogliere. La progressione di carriera per i “mansionati”, che dal 2008 hanno avuto incarichi di livello superiore senza però ottenerne il riconoscimento formale. Il passaggio richiesto potrebbe risultare fattibile all’interno di appartenenti sempre al profilo impiegati, mentre risulta più difficile per chi ha svolto compiti da impiegato pur inquadrato tra gli operai. Per questi ultimi viene incontro invece il regolamento di Forestas, per l’avanzamento di categoria all’interno dello stesso “profilo”, sempre sulla base delle specializzazioni acquisite.
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