Amianto, la soddisfazione di Aiea «La Commissione ci ha ascoltato»
di Federico Sedda
Ottana, l’associazione si batte da anni per il riconoscimento dei diritti sanitari agli ex lavoratori esposti «L’incontro con la presidente Fabbri apre un capitolo nuovo: ora attendiamo con fiducia gli sviluppi»
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OTTANA. La visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali, che si è tenuta lo scorso fine settimana a Nuoro e a Sassari, è stata salutata con soddisfazione dall’Aiea Sardegna, l’associazione italiana esposti all'amianto, che si batte da anni per il riconoscimento dei diritti sanitari e dei benefici previdenziali dai quali i lavoratori sardi, al contrario dei loro colleghi della penisola che hanno lavorato a contatto diretto con questa fibra killer, sono ancora esclusi, sebbene da qualche mese, da parte dell’Inail, sia stato aperto qualche spiraglio positivo.
«L’Aiea Sardegna – si legge in una nota – esprime apprezzamento e soddisfazione per gli impegni presi dalla presidente della commissione, Camilla Fabbri, che, nei giorni scorsi, insieme ad alcuni componenti della commissione e al senatore Silvio Lai, promotore della missione, ha incontrato il prefetto di Nuoro, Carolina Bellantoni, le associazioni dei lavoratori ex esposti all’amianto, i rappresentanti istituzionali e i responsabili dell’Inail e dell’Inps. La commissione – prosegue la nota – ha accolto le istanze avanzate dall’Aiea che ha consegnato alla presidente Fabbri un voluminoso e documentato dossier».
L’incontro ha avuto anche aspetti umani emozionanti dettati dal racconto dell’esperienza che stanno vivendo centinaia di ex lavoratori di Ottana che hanno contratto malattie asbesto correlate, cioè provocate dall'amianto.
«La commissione – fa sapere la nota dell’Aiea – ha potuto ascoltare dalla viva voce degli ex dipendenti dell’Enichem di Ottana e di Assemini, con riferimenti puntuali e concreti, le ragioni che stanno alla base della tragedia di centinaia di famiglie di ex lavoratori provocata dal contatto con l’amianto nelle fabbriche chimiche sarde, la cui presenza è stata sempre negata dai documenti ufficiali dell’Inail, quale la relazione del Contarp (l’ufficio tecnico dell’Inail preposto alla tutela e alla sicurezza dei lavoratori, ndc) redatta nel 2003. Questa relazione – sottolinea la nota – è stata alla base delle centinaia di dinieghi delle domande per il riconoscimento dei diritti per la tutela previdenziale e sanitaria previsti dalla legge n. 257 del’92».
Diniego che ha dato luogo a tragedie familiari e morti d'amianto senza alcun riconoscimento e nel silenzio più assoluto. «La commissione Fabbri – precisa l’Aiea – ha potuto ascoltare lo stillicidio doloroso della conta dei morti d’amianto che a oggi, tra gli ex lavoratori di Ottana, contando gli ultimi tre della settimana, sono 126. Morti non ufficiali per il registro tumori, sulla carta da dieci anni e mai attivato, che, purtroppo, però, sono morti veri, la cui storia è stata raccolta grazie all’impegno degli stessi ex lavoratori, dell’Aiea, dell’Anmil e della Cgil».
Al termine dell'incontro, al quale ha partecipato una delegazione dell’Aiea composta dagli ex lavoratori dell’Enichem di Ottana, Francesco Tolu, Salvatore Battelli e Marco Pili, da Giovanni Collu dell’Enichem di Assemini e dall’avvocato, Massimo Lai, la commissione ha preso alcuni impegni, tra i quali la nomina di un consulente tecnico per stabilire la presenza dell’amianto nella ex fabbrica di Ottana, la verifica della relazione Inail-Contarp del 2003 e il sostegno all’inserimento del sito di Ottana nei Sin (siti di interesse nazionale) per le bonifiche. Impegni che saranno poi definiti a livello parlamentare.
«La visita della commissione d'inchiesta – ha detto Francesco Tolu – apre un capitolo nuovo: ora attendiamo con fiducia gli sviluppi». Nella speranza chi si interrompa lo stillicidio dei morti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’Aiea Sardegna – si legge in una nota – esprime apprezzamento e soddisfazione per gli impegni presi dalla presidente della commissione, Camilla Fabbri, che, nei giorni scorsi, insieme ad alcuni componenti della commissione e al senatore Silvio Lai, promotore della missione, ha incontrato il prefetto di Nuoro, Carolina Bellantoni, le associazioni dei lavoratori ex esposti all’amianto, i rappresentanti istituzionali e i responsabili dell’Inail e dell’Inps. La commissione – prosegue la nota – ha accolto le istanze avanzate dall’Aiea che ha consegnato alla presidente Fabbri un voluminoso e documentato dossier».
L’incontro ha avuto anche aspetti umani emozionanti dettati dal racconto dell’esperienza che stanno vivendo centinaia di ex lavoratori di Ottana che hanno contratto malattie asbesto correlate, cioè provocate dall'amianto.
«La commissione – fa sapere la nota dell’Aiea – ha potuto ascoltare dalla viva voce degli ex dipendenti dell’Enichem di Ottana e di Assemini, con riferimenti puntuali e concreti, le ragioni che stanno alla base della tragedia di centinaia di famiglie di ex lavoratori provocata dal contatto con l’amianto nelle fabbriche chimiche sarde, la cui presenza è stata sempre negata dai documenti ufficiali dell’Inail, quale la relazione del Contarp (l’ufficio tecnico dell’Inail preposto alla tutela e alla sicurezza dei lavoratori, ndc) redatta nel 2003. Questa relazione – sottolinea la nota – è stata alla base delle centinaia di dinieghi delle domande per il riconoscimento dei diritti per la tutela previdenziale e sanitaria previsti dalla legge n. 257 del’92».
Diniego che ha dato luogo a tragedie familiari e morti d'amianto senza alcun riconoscimento e nel silenzio più assoluto. «La commissione Fabbri – precisa l’Aiea – ha potuto ascoltare lo stillicidio doloroso della conta dei morti d’amianto che a oggi, tra gli ex lavoratori di Ottana, contando gli ultimi tre della settimana, sono 126. Morti non ufficiali per il registro tumori, sulla carta da dieci anni e mai attivato, che, purtroppo, però, sono morti veri, la cui storia è stata raccolta grazie all’impegno degli stessi ex lavoratori, dell’Aiea, dell’Anmil e della Cgil».
Al termine dell'incontro, al quale ha partecipato una delegazione dell’Aiea composta dagli ex lavoratori dell’Enichem di Ottana, Francesco Tolu, Salvatore Battelli e Marco Pili, da Giovanni Collu dell’Enichem di Assemini e dall’avvocato, Massimo Lai, la commissione ha preso alcuni impegni, tra i quali la nomina di un consulente tecnico per stabilire la presenza dell’amianto nella ex fabbrica di Ottana, la verifica della relazione Inail-Contarp del 2003 e il sostegno all’inserimento del sito di Ottana nei Sin (siti di interesse nazionale) per le bonifiche. Impegni che saranno poi definiti a livello parlamentare.
«La visita della commissione d'inchiesta – ha detto Francesco Tolu – apre un capitolo nuovo: ora attendiamo con fiducia gli sviluppi». Nella speranza chi si interrompa lo stillicidio dei morti.
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