Il dolore degli amici: voleva ripartire da zero
Era appena rientrata da Milano dove aveva lavorato come barista, lascia una bambina di otto anni
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NUORO. Amava ballare, cantare e sorridere al mondo Francesca Debuggias, la giovane 25enne deceduta improvvisamente mercoledì pomeriggio all'ospedale San Francesco. Il giorno prima Francesca aveva passato la mattinata serenamente in compagnia del fratello Giovanni e di alcune amiche. La ragazza lamentava già un forte mal di testa e, come di solito faceva durante questi malesseri, aveva preso un antidolorifico per attenuare il dolore. Soffriva di emicranie così spesso da non destare più preoccupazione in lei e in chi la circondava, come testimonia l’amica del cuore, Anna, annichilita dal dolore. Francesca era ben voluta da tutti, coccolata dai sei fratelli maggiori e amata dal ragazzo con il quale conviveva da qualche mese. Chi la conosceva la descrive come una ragazza buona, solare ma al tempo stesso malinconica e insofferente verso una vita che seppur breve le aveva riservato tante sofferenze. Era tornata circa un anno e mezzo fa da Milano, dove aveva raggiunto i due fratelli maggiori con l'obiettivo di trovare un lavoro appagante, una vita migliore insomma. Sognava quella tanto agognata stabilità che potesse garantire un futuro a lei, ma sopratutto all'amata figlioletta di appena 8 anni. Qualche mese come barista in alcuni locali della città meneghina, una manciata di soldi da mettere da parte, qualche serata nelle più belle discoteche lombarde e poi il rientro nell'isola, per ricongiungersi ai suoi affetti più grandi.
A Nuoro Francesca passava le sue giornate in cerca di un lavoro stabile, sbattendo però più volte il muso sulla penuria di occupazione e racimolando solo qualche lavoretto sporadico. Se n'è andata via all'improvviso, lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile nel cuore dei familiari, trincerati in un assordante silenzio ma in cerca di verità e giustizia. E nelle tantissime persone che le hanno voluto bene. (s.t.)
A Nuoro Francesca passava le sue giornate in cerca di un lavoro stabile, sbattendo però più volte il muso sulla penuria di occupazione e racimolando solo qualche lavoretto sporadico. Se n'è andata via all'improvviso, lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile nel cuore dei familiari, trincerati in un assordante silenzio ma in cerca di verità e giustizia. E nelle tantissime persone che le hanno voluto bene. (s.t.)
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