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Nuoro

Bufera al Gruppo Ippico «Il presidente si dimetta»

Bufera al Gruppo Ippico «Il presidente si dimetta»

Un gruppo di soci contesta l’operato di Sandro Bussu e del consiglio direttivo È l’ultimo atto di un braccio di ferro cominciato col licenziamento di un’istruttrice

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NUORO. Ormai è guerra aperta all’associazione Gruppo Ippico Nuorese tra un gruppo di soci e il consiglio direttivo, presidente in testa. Ieri nove soci hanno stilato un documento in cui denunciano “gravi irregolarità nella gestione”, chiedono le dimissioni del direttivo, presidente compreso, e l’entrata in scena di un amministratore giudiziario. In particolare i soci firmatari del documento (Francesco Bichisau, Marina Gattu, Alberto Zizi, Caterina Congiu, Peppino Puligheddu, Maria Antonia Gungui e Maria Giovanna Lovicu) contestano la mancata convocazione dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio. Premettono, infatti, che il presidente ha omesso di convocare l’assemblea per l'approvazione del bilancio sia in prima convocazione (entro il 30 aprile), o in proroga (entro il 30 maggio) e neppure entro il maggior termine dei 180 giorni concesso dalla legge in caso di “gravi motivazioni oggettivamente constatabili”.

Gli autori della protesta segnalano inoltre come sia stata negata loro la possibilità di consultare il libro dei soci, richiesta «all’esercizio del potere sostitutivo previsto nello statuto». E rilevano come «secondo la giurisprudenza, la mancata convocazione dell’assemblea che deve discutere l’approvazione del bilancio nei termini di legge rappresenta una grave irregolarità, tale da giustificare l’immediata revoca di amministratori e sindaci, con conseguente nomina di un amministratore giudiziario».

A questo punto è evidente che la mancata approvazione del bilancio è soltanto l’ultimo episodio di un conflitto più vasto che si protrae da tempo. Scrivono infatti i nove soci che la situazione denunciata «è l'apice di una serie di continue violazioni dello Statuto e della volontà assembleare» che hanno caratterizzato il mandato del presidente Sandro Bussu e del consiglio direttivo: «l'illegittima proclamazione tra I consiglieri del consiglio direttivo di due membri aggiuntivi, in aperta violazione del mandato assembleare che ne aveva eletto esclusivamente sette, con conseguente vizio di legittimità di tutti gli atti adottati dal consiglio direttivo stesso votati dai due consiglieri illegittimamente nominati»; ancora, solo per citare alcune delle accuse, «la mancata tenuta regolare del libro dei Soci, che costituisce l’anagrafe dell'associazione e pertanto posto a disposizione e consultabile da tutti i soci nel rispetto del principio di democraticità».

Le critiche riguardano in particolare il presidente Bussu, accusato di aver causato, insieme al direttivo «un sicuro pregiudizio economico deriva all'associazione dall’ingiustificata omissione del rinnovo per gli anni 2016 e per l'anno 2017 in corso all'albo regionale delle società sportive della Sardegna, fatto che impedisce la rendicontazione delle attività svolte e comporterebbe finanche la perdita delle agevolazioni fiscali riservate a dette associazioni».

Nelle scorse settimane i sociavevano protestato per il licenziamento a loro avviso senza motivo di una istruttrice specializzata in riabilitazione equestre. La protesta aveva riguardato in particolare i genitori di ragazzi disabili che avevano iscritto i propri ragazzi ai corsi di ippoterapia, favorendo l’integrazione con gli allievi normodotati del gruppo ippico nuorese.

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